La Savini-San Giuseppe avrà aule in più

Il vice sindaco Cavallari: «Non serviranno moduli provvisori, gli spazi saranno ricavati con gli 85mila euro dei fondi Pon»
TERAMO. Non serviranno i Musp per fare spazio agli alunni dell’istituto comprensivo Savini-San Giuseppe-San Giorgio. Al ricorso ai moduli scolastici provvisori, la cui installazione era stata prospettata subito dopo i terremoti tra fine 2016 e inizio 2017, aveva fatto riferimento la dirigente scolastica Adriana Sigismondi per risolvere le questioni logistiche poste dalle disposizioni del ministero dell’Istruzione relative all’emergenza coronavirus. Questa soluzione, però, non sarà più necessaria per garantire il necessario distanziamento tra gli alunni. C’era bisogno, secondo quanto indicato dalla dirigente all’amministrazione comunale, di almeno quattro o cinque aule oltre a quelle già occupate nell’edificio della ex scuola media Molinari dopo la dichiarazione di inagibilità causa sisma degli edifici che ospitavano San Giuseppe e Savini. Il Comune queste aule le ha trovate, anche se in una struttura diversa da quella che attualmente costituisce la sede principale del polo, ma nel frattempo è emersa un’ulteriore opzione. A offrirla è stato il contributo di oltre 85mila euro, dei 310mila stanziati dal ministero dell’Istruzione, assegnato all’istituto. Si tratta dello stanziamento più cospicuo tra quelli messi a disposizione delle scuole teramane per gli adeguamenti alle prescrizioni anti-covid perché il Savini-San Giuseppe-San Giorgio, con i suoi oltre 800 iscritti tra elementari e medie, è (escluse le scuole superiori) l’istituto con la maggiore popolazione studentesca in città. Grazie a quel contributo, infatti, saranno realizzati lavori interni alla struttura già in uso che consentiranno di ricavare gli spazi necessari all’applicazione delle disposizioni ministeriali. Questa soluzione eviterà lo spostamento di alcune classi in altri edifici, garantendo l’unitarietà della presenza degli alunni nella stessa sede.
«Attraverso la condivisione e il confronto diretto con i dirigenti e i responsabili della sicurezza nelle scuole», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici e vice sindaco Giovanni Cavallari, «abbiamo individuato le risposte migliori alle esigenze di adeguamento degli spazi entro la riapertura». L’amministratore fa riferimento al «tavolo permanente» sulle scuole aperto con l’assessore all’istruzione pubblica Andrea Core in vista della ripresa delle lezioni fissata al 14 settembre. «Ai dirigenti dei diversi istituti abbiamo chiesto schede sintetiche sugli interventi indispensabili», spiega il vicesindaco, «suddividendo il finanziamento ministeriale secondo le rispettive popolazioni studentesche». I fondi possono essere utilizzati per piccoli interventi strutturali, come la realizzazione o l’abbattimento di pareti divisorie, o per l’acquisto di beni e servizi, tra cui i banchi singoli. Tutti gli istituti hanno optato per entrambi gli usi, tranne il convitto Delfico che non interverrà sulla struttura. Il via libera definitivo ai lavori arriverà giovedì con una riunione del tavolo al quale parteciperanno anche i rappresentanti delle ditte incaricate degli interventi.
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