La scuola il sabato non è per tutti

11 Marzo 2016

Servizio offerto solo a certe condizioni, protestano i genitori

TERAMO. Feroci polemiche sfociate in una raccolta firme serpeggiano tra i genitori dei bambini che frequentano la scuola dell'infanzia Fornaci-Cona dopo che Lia Valeri, preside dell'istituto Zippilli-Lucidi, ha limitato la frequenza a molti alunni nella giornata del sabato. «Ad anno scolastico iniziato», scrivono alcune famiglie, «ci siamo visti recapitare a casa una comunicazione dove si rendeva noto che la frequenza del sabato nelle scuole dell'infanzia dell'istituto in questione veniva riservata ai soli bambini i cui genitori fossero entrambi impegnati al lavoro». Una decisione non gradita dai genitori, che si sono organizzati per una petizione finalizzata a garantire il servizio almeno per l'anno scolastico in corso. Le famiglie lamentano che una decisione di questa portata non può essere presa ad anno scolastico iniziato, vanificando la possibilità dei genitori di organizzarsi o quantomeno fare scelte diverse al momento dell'iscrizione. «E' inaccettabile», dicono i genitori, «che a metà anno scolastico venga imposto un taglio unilaterale, le famiglie si sono già organizzate e in questo modo si creano solo disagi da tamponare. La frequenza del sabato è un nostro diritto, un servizio offerto alle famiglie da sempre».

Non è così per la dirigente scolastica, che ritiene l'offerta educativa del sabato «un servizio aggiuntivo ai genitori, che è stato offerto come opportunità negli ultimi anni. La qualità della proposta educativa», aggiunge Valeri, «è stata resa più rigida a luglio da nuove norme che non consentono la sostituzione del docente e dunque per via di un ridimensionamento delle ore a nostra disposizione abbiamo invitato i genitori a usufruire del sabato solo per casi particolari. Non si tratta di una possibilità che diamo solo ai bambini che hanno i genitori che lavorano, ma anche alle famiglie con genitori portatori di handicap o mono-genitoriali». Lia Valeri puntualizza anche su collegialità e tempi della decisione: «Non è una decisione mia ma del collegio docenti, passata per il consiglio d'istituto, e il procedimento è iniziato già a settembre. Nessuno ha forzato la mano su questa decisione, ma abbiamo comunque continuato ad accogliere sempre anche i bambini che non avevano le condizioni che abbiamo limitato».(m.d.t.)

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