«La scuola è di nuovo viva» Presidi prudenti ma sereni

Mantenuta la Dad al 50% in quasi tutti gli istituti. Nardini: «Lezioni in presenza importanti per chi ha gli esami e per le prime». Di Giampaolo: «Ragazzi felici»
TERAMO. Anche i ragazzi delle scuole superiori teramane sono rientrati al 50% in aula e con orari scaglionati. «Abbiamo mantenuto in via prudenziale le attività didattiche in contemporanea, con metà classe in presenza e l’altra in Dad», spiega Stefania Nardini, preside dell’Alessandrini - Marino, «tra dieci giorni, se le condizioni lo permetteranno, inizieremo con il rientro in aula di intere classi, cominciando dalle quinte, che dovranno sostenere l’esame di stato, e dalle prime, che nel passaggio dalle medie alle superiori, necessitano di maggiore attenzione. Speriamo che il ritorno in presenza sia duraturo e ci consenta il recupero degli apprendimenti e delle competenze di alcune fasce più deboli».
La dirigente del Di Poppa-Rozzi e del Milli, Caterina Provvisiero, auspica che si possa effettuare nei prossimi giorni uno screening sulla popolazione scolastica, a ulteriore garanzia di un rientro sereno. «Anche se non mancano le preoccupazioni legate alle varianti che hanno colpito di più i giovani rispetto a prima», dice la preside, «c’è la soddisfazione di essere tornati a scuola, in particolare per gli studenti più fragili, a rischio dispersione o con bisogni educativi speciali, ma anche per le attività di laboratorio, fondamentali nel nostro istituto, e per i ragazzi di quinta che si accingono a sostenere la maturità. Inoltre, anche se la didattica in presenza per i disabili è sempre stata garantita, con il rientro al 50% c’è la possibilità di realizzare la “vera” inclusione, che si fa stando in classe con i compagni».
«Lieta» per il rientro in aula anche la preside Loredana Di Giampaolo, del Delfico-Montauti, dove gli studenti sono tornati a scuola senza variazioni sostanziali rispetto all’orario adottato dopo le vacanze natalizie: «Una parte entra alle 8 e l’altra alle 9, con il 50% delle classi in presenza. Per le prossime settimane bisognerà monitorare l’andamento dei contagi e non abbassare la guardia. Certo è che i ragazzi sono contenti di tornare e non dover seguire le lezioni a distanza, soli davanti ad uno schermo. La scuola è fondamentale per i rapporti interpersonali, senza interazione si trasforma in una mera trasmissione di conoscenze».
Il preside del Convitto Delfico, Adriano Trentacarlini, precisa che l’ufficio scolastico regionale ha suggerito di tornare in classe al 50%, mantenendo lo stesso piano concordato a gennaio di concerto con le scuole, la Prefettura e la Tua. «Nell’ultimo decreto governativo era indicata la possibilità di rientrare in presenza fino al 75% anche nelle scuole superiori, ma previa analisi hanno consigliato di non modificare l’assetto precedente per ora», dice il dirigente. «Per questo abbiamo riconfermato quanto stabilito in precedenza. Gli studenti sono contenti di essere tornati in presenza, soprattutto nello Scientifico, che era in Dad, mentre al Coreutico le attività laboratoriali non sono state interrotte. Siamo felici di riaverli in aula, l’atmosfera a scuola d'improvviso è ravvivata».
La preside dell'Einstein e del Pascal-Comi-Forti, Clara Moschella, ribadisce l'importanza di un rientro graduale: «Ci hanno indicato di attenerci al 50% in presenza. Ormai il meccanismo della Dad è consolidato per gli studenti, che sono lieti di tornare in aula. Un cambiamento repentino al 75% non sembra proficuo in un momento in cui i ragazzi non sono affatto vaccinati, i docenti devono ancora ricevere la seconda dose e anche nel Teramano ci sono comuni in zona rossa. In tale contesto, ritengo che la prudenza possa essere la via maestra».
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