La Sitef è salva, la compra l’Alfagomma

Roseto, l’azienda che produce tubi di metallo è stata venduta all’asta per un milione di euro al gruppo teramano
ROSETO. Felice epilogo per la terza ed ultima puntata del salvataggio delle aziende del gruppo Metalfin. Ieri è stata venduta all’asta in tribunale a Teramo la Sitef Service, industria di Voltarrosto che produce tubi per impieghi idro-termo-sanitari e per auto.
La Sitef faceva parte del gruppo Metalfin, insieme alla Mta e all’Eta, che alla fine del 2004 richiede la procedura di concordato preventivo per onorare i suoi debiti. Vengono create tre società - Sitef Service, Mta Service ed Eta Service - con lo scopo di proseguire le attività produttive, ma con risultati non soddisfacenti per i creditori. Nel maggio 2009 l’allora giudice fallimentare Flavio Conciatori decide un'iniziativa singolare: riprendere la governance di quelle aziende. Nomina un professionista specializzato nelle ristrutturazioni aziendali, Walter Strozzieri di Controguerra, come amministratore unico. Il risultato è che nel 2011 viene venduta la Mta Service, che produce marmitte, pagando tutti i creditori, due anni fa viene venduta anche l’Eta Service che produce macchinari per l’industria automobilista e che pure ha pagato tutti i creditori e che anzi l’altro giorno ha acquistato anche un capannone da 5mila metri quadri a Mosciano per ingrandire la propria produzione.
Ultima a trovare una propria collocazione è stata la Sitef servece che ieri è stata venduta all’asta – la procedura è stata gestita dal liquidatore giudiziale Raoul Costantini davanti al giudice delegato Giovanni Cirillo – per un milione di euro al gruppo Alfagomma di Teramo. Il prezzo a base d’asta era di 250mila euro e di rilancio in rilancio da 10mila euro ognuno, si è arrivati a un milione. A contendersi l’azienda rosetana erano appunto il gruppo teramano e il gruppo di Brescia, Dellera. Il risultato è che la Sitef service è stata venduta a quattro volte il prezzo a base d’asta. L’Alfagomma ha un progetto industriale per la Sitef, che produce tubi come l’Alfagomma, ma di diverso genere in quanto di metallo. Evidentemente l’Alfagomma progetta di ampliare lo spettro dei propri prodotti. E se il piano verrà confermato non ci dovrebbero essere problemi nemmeno per i 31 dipendenti, attualmente in contratto di solidarietà.
In effetti l’operazione di salvataggio varata nel 2009, e che ha visto anche la collaborazione dei sindacati, ha consentito la conservazione dei 120 posti di lavoro della Mta (che ora sono diventati 160), 18 alla Eta (ora 25) e 31 alla Sitef. Oltre a questo ha consentito il pagamento dei creditori chirografari con percentuali alte: si calcola che per la Sitef si arrivi quasi al 30%.
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