la società di salvamento di giulianova

La società Costa Sicura, con il presidente Francesco D’Antonio, lancia «un grido di dolore» per l’andamento delle attività di salvamento in tempo di Covid. D’Antonio si dice preoccupato per le decine...
La società Costa Sicura, con il presidente Francesco D’Antonio, lancia «un grido di dolore» per l’andamento delle attività di salvamento in tempo di Covid. D’Antonio si dice preoccupato per le decine di persone che lavorano con l’azienda che, dopo l’estate trascorsa a singhiozzo, vede ora anche tutti gli impianti con piscine chiusi inesorabilmente: «C’è una grande incertezza, appesantita per di più dalla mancanza di aiuti in quanto i lavoratori del salvamento sono classificati come stagionali e quindi senza alcun diritto di ristoro. Alcuni dei dipendenti hanno cercato un impiego come cameriere, ma anche qui le cose non vanno bene viste le chiusure imposte ai ristoranti». D’Antoniosottolinea poi che la continua evoluzione della pandemia ha conseguenze negative sui lavoratori stagionali e società del settore turistico. Normalmente, la Costa Sicura ogni anno, durante la stagione invernale, si affianca alla Federazione Italiana Salvamento Acquatico per la formazione dei propri assistenti bagnanti. Il corso da bagnino di salvataggio dura circa 4 mesi da svolgersi in piscina, mare e con lezioni teoriche. «Ad oggi», spiega il presidente, «risulta impossibile programmare qualsiasi tipo di corso. L’altalenante curva epidemiologica fa si che il Governo non riesca a dare disposizioni chiare per i prossimi mesi. Attualmente le piscine sono chiuse e sono vietate tutte le attività sportive di gruppo. Pertanto, ci auguriamo che in tempi brevi si riesca ad uscire da questa fase tremenda, in modo da poter consentire una sana programmazione delle attività necessarie al fine di conseguire il brevetto da bagnino di salvataggio». Per la società Costa Sicura e per i dipendenti la stagione invernale è considerata quasi completamente persa. A meno di un miracolo che nessuno esclude. Difficoltà anche per chi vuole intraprendere tale attività, visto che i corsi sono chiusi e comunque molto costosi per i disoccupati con prospettive poco rassicuranti. A questo punto D’Antonio vorrebbe concentrarsi sulla stagione estiva 2021, ma anche di questa non v’è certezza. (a.a.)

