La soluzione alternativa è il polo alla D’Alessandro

1 Agosto 2017

Il progetto può rimpiazzare l’intervento a Piano d’Accio bocciato dalla minoranza Il sindaco: «Ci sono già le infrastrutture, è possibile accelerare la realizzazione»

TERAMO. C’è un’alternativa allo stadio per la scuola “jolly” destinata a ospitare gli studenti delle strutture da sottoporre a interventi di miglioramento sismico. Ad assolvere a questa funzione potrebbe essere il polo scolastico della D’Alessandro, anticipandone la realizzazione rispetto al piano illustrato nei giorni scorsi dal sindaco Maurizio Brucchi. Le resistenze, emerse nel corso della seduta congiunta delle commissioni lavori pubblici e istruzione, sulla proposta di utilizzare i locali attigui al “Bonolis” per attività didattiche che potrebbero coinvolgere fino a 700 alunni, spingono il primo cittadino a prospettare un cambio di programma. Per lui la struttura di proprietà comunale e attualmente affidata in gestione all’imprenditore Sabatino Cantagalli resta la più adeguata allo scopo, sia perché ha il massimo grado di resistenza antisismica, sia per collocazione e dotazione infrastrutturale.
«Se all’opposizione questa ipotesi non va bene», è la sua prima reazione, «allora ne trovino una alternativa». La questione, però, è delicata e non andrebbe esposta alla ruvidezza dello scontro politico, per cui sul tavolo finisce l’ipotesi di utilizzare come “jolly” il polo della D’Alessandro. Il progetto, che prevede interventi modulari gruppi di 250 studenti fino a un massimo di circa 700, è pronto da anni. Il Comune l’ha proposto all’ufficio speciale per la ricostruzione come opera da medio termine, insieme al polo della San Giuseppe, ma la tempistica per la sua realizzazione potrebbe essere accelerata. «In quella zona ci sono già i sottoservizi», fa sapere il sindaco, «ed esistono altre precondizioni per prendere in considerazione da subito anche questa ipotesi». Molto più scettico, se non addirittura contrario, è il primo cittadino in riferimento alla richiesta di Musp, moduli scolastici provvisori, avanzata sempre dall’opposizione.
«Non è vero che arriverebbero in fretta», rileva, «ad Amatrice li stanno portando adesso, dopo un anno dalle prime scosse che hanno colpito quella zona». Di certo, almeno a sentire Brucchi, a settembre o giù di lì riaprirà i battenti la Risorgimento. Dall’ufficio per la ricostruzione di Fossa sono arrivati altri 450mila euro per i danni causati all’edificio dal terremoto del 2009. A gennaio, inoltre, il governo stanzierà ulteriori fondi per un’altra scuola cittadina da mettere in sicurezza, mentre il Comune spenderà 200mila euro per migliorare la resistenza delle elementari nella zona Peep di San Nicolò e a Piano della Lenta. (g.d.m.)
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