«La soluzione di Fagnano non è idonea»

4 Dicembre 2015

La direttrice sanitaria Mattucci: i malati di cancro vanno curati da specialisti, stiamo mancando loro di rispetto

TERAMO. Il caso del reparto di oncologia dell’ospedale Mazzini di Teramo ha fatto emergere una netta divergenza tra la direttrice sanitaria della Asl Maria Mattucci – che martedì ha annunciato il blocco dei ricoveri a causa della mancanza di medici – e il direttore generale Roberto Fagnano – che mercoledì in una conferenza stampa convocata in tutta fretta, e alla quale non era presente Maria Mattucci, ha tenuto a sottolineare che in realtà il reparto era rimasto sempre attivo ed ha annunciato una soluzione-tampone: saranno i medici del reparto di medicina generale, per ora, a coprire i turni degli oncologi assenti (una per maternità, due per malattia).

Maria Mattucci, ieri, ha detto al Centro di essere «serena e convinta di quello che ho fatto in una situazione di emergenza», e soprattutto ha detto della soluzione-Fagnano: «Il malato oncologico dev’essere assistito da un oncologo. La soluzione con i medici di medicina generale non è idonea». Prevenendo l’automatica domanda sul palese contrasto che emerge tra lei e Fagnano, la direttrice sanitaria ha aggiunto subito: «Mi rendo conto delle difficoltà del momento e comprendo il direttore generale per come ha scelto di affrontare la situazione. Certamente abbiamo un diverso pensiero e due formazioni diverse, io vedo la questione da medico e da medico dico che quello che è successo è una sconfitta per tutti, è un brutto capitolo della mia direzione».

Poi la numero due della Asl si affretta a sottolineare un concetto che le sta particolarmente a cuore: «La presenza di un dipartimento oncologico ci avrebbe aiutato, purtroppo non c’è per scelte scellerate del passato. Così siamo in una situazione di stallo, siamo costretti a traccheggiare, e sono molto amareggiata. Così manchiamo di rispetto al malato oncologico. La malattia oncologica è quella che colpisce di più la società insieme a quelle del cuore, non vedo perché se c’è un dipartimento del cuore non debba essercene anche uno di oncologia».

Quando poi Maria Mattucci afferma che «la carenza di personale medico in oncologia non è nuova, risale allo scorso agosto», la domanda sorge spontanea: perché non sono stati presi provvedimenti prima? «Avremmo sicuramente dovuto ascoltare il primario Pancotti», risponde, «io ho cercato in tutti i modi di aiutarlo ma con il dipartimento non ci sono riuscita, non ho avuto il giusto contributo». Il riferimento appare chiaro al dipartimento di medicina diretto da Dario Di Michele, al quale attualmente fa capo oncologia. Insomma: il caso oncologia rivela rapporti difficili e deleterie discrasie ai vertici della Asl. Chi scioglierà i nodi?

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