La spaccatura imbarazza Forza Italia

Il coordinatore Fanini si rammarica, nove dei 13 del direttivo parlano di scelta «responsabile»
TERAMO. Forza Italia non sta facendo una gran figura, nella questione Teramo. Il partito di Berlusconi prima non è riuscito a fermare le dimissioni dei consiglieri di “Futuro in”, ovvero la caduta del forzista Brucchi ad opera del forzista Gatti; ora si spacca in modo così palese da risultare imbarazzante.
Ieri ai media sono arrivate due note dal partito. La prima, del coordinatore provinciale Vincent Fanini, recitava: «Prendo atto, con rammarico, dell’epilogo della vicenda Teramo: una sconfitta per tutti. Sento il dovere di rinnovare tutta la mia stima, il mio rispetto, all’amico Maurizio Brucchi, un amministratore capace, competente, ligio al dovere, e di ringraziarlo per il suo fattivo impegno».
Nel pomeriggio nove dei 13 componenti il comitato provinciale di Fi (D’Ignazio, Costantini, Astolfi, Crescia, Cardinale, Francia, Ventura, Ciafardoni e Mazzone) hanno firmato una nota in cui scrivono: «Riteniamo che il persistere della ingovernabilità abbia doverosamente portato alla scelta, sofferta ma di grande serietà, di prendere atto coraggiosamente della situazione. La decisione di restituire la parola ai cittadini è stata certamente una scelta dolorosa ma responsabile. Con l'occasione intendiamo esprimere la nostra piena vicinanza personale e politica a Gianni Chiodi e Paolo Gatti, che hanno confermato ancora una volta lucidità di visione e limpidezza di comportamenti, e che rappresentano nel modo migliore Forza Italia e il centrodestra nella nostra provincia».
Sintesi finale: i “gatto-chiodiani” nel partito sono molti di più dei “brucchiani” e hanno voluto evidenziarlo, a costo di far fare una figuraccia al coordinatore provinciale e a quello regionale Nazario Pagano. (d.v.)

