La spiaggia divorata dal mare Il tecnico: «Serviva più sabbia»

Concluse le verifiche sull’opera contestata: materiale insufficiente, era calcolato sulla mappa del 2018 La linea dell’arenile è arretrata di venti metri: «Testimonianza del fatto che l’erosione non si ferma»
ALBA ADRIATICA. C’è il collaudo della spiaggia di alimentazione di Alba Adriatica di fatto cancellata subito dopo l’allestimento. L’opera marittima è stata eseguita secondo progetto, però è anche emerso che la quantità di sabbia sversata era insufficiente al reale fabbisogno poiché si era tenuto conto delle mappature del 2018. A distanza di quattro anni il mare, in verità, ha fatto più danni, per cui occorreva ancora più sabbia. L’ingegnere collaudatore ha stabilito l’avvenuta esecuzione dell’opera certificandone la conformità al progetto principale e alla variante che si era resa necessaria portando i metri cubi di sabbia da 93.500 a 112.900. Variante che aveva comportato un aumento di costo di circa 300mila euro in più rispetto ai due milioni previsti.
Il tecnico, quindi, non ha potuto tacere alcune difformità legate agli eventi meteomarini. Durante la visita di collaudo, sulla spiaggia, infatti, in posizione leggermente arretrata rispetto alla linea di costa, è stato riscontrato un salto di circa 50 centimetri (il cosiddetto “dentone” di sabbia che ha generato un terrazzamento sul mare) che corre parallelamente alla linea di costa per tutta la lunghezza dell’area oggetto di ripascimento, frutto delle mareggiate verificatesi dopo la fine dei lavori le quali hanno risucchiato parte della sabbia depositata dalla draga, ridistribuendola sul fondale adiacente l’area su cui è stato eseguito l’intervento. Il collaudatore parla di «smantellamento programmato» tipico delle spiagge di alimentazione. Fenomeno, questo, messo ancor più in evidenza dai bagnanti localizzati a più di 15 metri dalla linea di costa ma con l’acqua ancora abbondantemente sotto le ginocchia. Per quanto riguarda le due opere di contenimento (i pennellini), queste sono affiorate, per cui la linea di costa è risultata più arretrata di circa 20 metri «a testimonianza del fatto che il fenomeno dell’erosione costiera non si arresta», è scritto nella relazione di collaudo. In fin dei conti, insomma, è stato accertato che anche i maggiori volumi di sabbia scaricati sulla base delle analisi della linea di riva eseguita tra il 1997 e il 2018, che avevano portato alla variante di sabbia per 19mila metri cubi in più, non sono stati sufficienti. Alla luce di questo, le previsioni di durata dell’opera della spiaggia di alimentazione è stata rivista a ribasso, da cinque a tre anni. Quanto ai pennelli affiorati, ne sono stati posizionati una tonnellata e mezza. I balneatori si domandano se la Regione voglia prevedere o meno una sorta di ripascimento per consentire agli stabilimenti di riconquistare spazio. Nel frattempo, si pensa all’inverno e ai sistemi di lunga protezione del “tesoretto” di arenile rimasto.
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