La sposa per farla prostituire Condannato a quattro anni

16 Settembre 2017

Martinsicuro, l’inchiesta è scattata dopo la denuncia di una donna marocchina che si è opposta ed è riuscita a scappare. Assolto l’amico dell’uomo che era andato a prenderla all’aeroporto 

MARTINSICURO. Era andato a Casablanca per sposarla dopo una fitta corrispondenza in cui si era spacciato per un facoltoso imprenditore. Ma una volta arrivati in Italia aveva cercato di far prostituire la giovane moglie marocchina. Ieri l’uomo, un cittadino romeno, è stato condannato a quattro anni per il reato di induzione alla prostituzione, mentre è stato assolto dall’altra ipotesi di reato contestata dalla procura: il tentato favoreggiamento della prostituzione.
I giudici del collegio (presidente Franco Tetto, a latere Sergio Umbriano e Lorenzo Prudenzano) hanno assolto per non aver commesso il fatto anche un cittadino marocchino, amico dell’uomo, accusato di favoreggiamento della prostituzione.
L'inchiesta, del pm Stefano Giovagnoni, era scattata dopo la denuncia della donna, una marocchina che all'epoca dei fatti aveva 24 anni. La vicenda che ha portato i due uomini a processo risale al 2012 quando il romeno dopo aver conosciuto la ragazza ed essersi finto un uomo facoltoso, l'aveva convinta a sposarlo.
Il quarantenne era volato in Marocco dove era convolato a nozze con la giovane e celebrato il matrimonio con una tradizionale cerimonia marocchina.
Poi, una volta sposati, era tornato in Italia sostenendo di avere impegni di lavoro e chiedendo alla giovane sposa di raggiungerlo a Martinsicuro.
Ma una volta arrivata a Fiumicino la donna aveva trovato ad attenderla al posto del marito un connazionale marocchino che dopo averla portata nella cittadina vibratiana le aveva consegnato un telefono cellulare e le chiavi di un appartamento. Qui il marito e l’amico le avevano detto che avrebbe dovuto prostituirsi sulla strada fino a che non avesse guadagnato 10mila euro. Soldi che le sarebbero serviti, le avevano detto, per ottenere il permesso di soggiorno.
Ma la giovane, dopo essersi rifiutata, era riuscita a scappare e a denunciare i due. Era stata proprio la donna, infatti, a rivolgersi ai carabinieri per raccontare il fatto, indicando nomi, numero di telefono e appartamento. A supporto della sua ricostruzione aveva esibito anche tutti i documenti del matrimonio. Così erano state avviate le prime indagini e successivamente era stato aperto un fascicolo in cui i due uomini erano stati iscritti per induzione alla prostituzione e tentato favoreggiamento. Ieri , in primo grado, la sentenza di condanna per il marito.(d.p.)
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