La storia di Enzo: 600 chilometri in bici «per portare aiuto»

10 Novembre 2016

TERAMO. In un mondo che tutto centrifuga e troppo anestetizza, la storia di Enzo toglie il fiato. Perchè Enzo, 55 anni, e una realtà che è solo sua, dopo quella scossa delle 7.40 di domenica 30...

TERAMO. In un mondo che tutto centrifuga e troppo anestetizza, la storia di Enzo toglie il fiato. Perchè Enzo, 55 anni, e una realtà che è solo sua, dopo quella scossa delle 7.40 di domenica 30 ottobre ha preso una tenda che aveva in casa, qualche provvista e delle coperte, ha inforcato la sua bicicletta e partendo da Bologna si è fatto seicento chilometri per arrivare nel cuore di Umbria e Marche, nelle terre devastate dal sisma. «Perchè ho sentito che dovevo fare qualcosa e ho fatto quel poco che potevo, ma mi sono accorto che sono stati loro ad aiutare me» ha raccontato all’agente della Polfer che ieri mattina lo ha sorpreso solo e infreddolito alla stazione ferroviaria di Giulianova. Ed è qui che il suo mondo si è svelato agli altri : perchè Enzo soffre di disturbi mentali, è affidato ai servizi sociali di Bologna e deve necessariamente prendere dei farmaci.

Ma questi giorni vissuti in bicicletta tra sfollati e crolli sono veri. Il dirigente della Polfer Patrizia Corvaglia li ha meticolosamente ricostruiti in un via vai di telefonate e email che ieri mattina sono partite e arrivate negli uffici di Giulianova. Da Bologna, da Norcia e da tutti quei centri in cui l’uomo con la bicicletta verde pronto a chiedere a tutti se avessero bisogno di qualcosa è passato. Hanno raccontato che Enzo montava la sua tenda, sfollato tra gli sfollati, e chiedeva di poter aiutare. Ha parlato con gli anziani decisi a non andarsene e pronti a dormire in roulotte e macchine, con i commercianti decisi a non mollare i loro negozi chiusi nelle zone rosse, con i vigilli del fuoco, con i volontari della Protezione civile. E ieri mattina ai poliziotti ha raccontato che «lì hanno davvero bisogno di essere aiutati e che lui non si è stancato dopo aver fatto tutti quei chilometri in bicicletta perchè lì stanno davvero peggio». Le scelte di vita spesso diventano tali per caso e quella di Enzo, che si è fatto seicento chilometri in bicicletta attraversando l’Italia, racconta che per ricordarci quello che ci succede intorno abbiamo bisogno più di facce che di numeri senza nome. Come quella di quest’uomo di 55 anni da ieri ricoverato in un reparto di psichiatria, che per giorni ha attraversato il cuore di un Paese devastato. Perchè lì, ha detto Enzo, «anche una chiacchierata può aiutare».

(d.p.)

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