La strada di Carapollo è impraticabile

Mancata manutenzione, passaggio dei mezzi Team e frane: serve un intervento drastico. Ma il Comune non ha i soldi
TERAMO. Ci sono molte strade, a Teramo e dintorni, ridotte ai minimi termini. Quella comunale di contrada Carapollo, però, le batte tutte. Sia perché è ormai diventata un percorso di guerra, sia per la sua importanza. Quella strada, infatti, oltre a servire abitazioni private e un frequentato centro sportivo come quello di lago Cardelli, conduce a due strutture pubbliche strategiche come il canile comunale e il deposito mezzi (e centro di raccolta) della Teramo Ambiente.
Il continuo passaggio di mezzi pesanti legato alla presenza della sede Team è indubbiamente tra le concause del dissesto della strada, al quale contribuisce – in alcuni tratti – la franosità del terreno sia a monte che a valle della carreggiata. La causa principale del disastro a cui si è arrivati, tuttavia, è la mancanza di manutenzione. È noto a tutti i teramani che il Comune, negli ultimi anni, è rimasto a secco di risorse per le manutenzioni stradali e, vista la situazione drammatica delle sue casse, può soltanto mettere le classiche “pezze” dopo ogni ondata di maltempo. Nel caso di Carapollo le “pezze” sono ormai del tutto inutili e bisognerebbe mettere in cantiere un intervento drastico di rifacimento ex novo della strada, la cui lunghezza (oltre tre chilometri tra il ponte a catena e il lago Cardelli) renderebbe necessario lo stanziamento di centinaia di migliaia di euro.
L’ultima amministrazione comunale è intervenuta nel primo tratto della strada, quello più vicino alla città e più soggetto a frane, nel corso del 2016. All’epoca venne avviata la sistemazione della rete di raccolta e deflusso delle acque piovane, con il rifacimento dei canali di scolo e la pulitura dei tombini. Opere di regimentazione mirate ad evitare ulteriori cedimenti del manto stradale e a liberare la strada dalle frane, limitando i movimenti di terreno che ostruiscono la carreggiata. Poi, però, il Comune si è fermato lì. E il caso Carapollo sarà una delle patate bollenti che si troveranno in mano i prossimi amministratori della città.(d.v.)
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