La strage delle palme cambia l’aspetto del lungomare di Alba

17 Ottobre 2014

Inutili le cure per gli alberi attaccati dal punteruolo rosso Nella piazzetta Quasimodo su nove ne restano solo quattro

ALBA ADRIATICA. Le cartoline che raffigurano la zona delle pinete di Alba Adriatica non sono più buone e le palme rischiano di diventare solo un ricordo.

Diverse piante sono state infatti abbattute nei giorni scorsi a causa del punteruolo rosso, due solo nella piazzetta Quasimodo (ex Bellariva) dove sono cinque in totale quelle scomparse negli ultimi mesi e dove tutte le altre sarebbero in serio rischio e forse già vittima del coleottero. Mentre si spera nell’ultima spiaggia, ossia un nuovo trattamento sperimentale, al loro posto potrebbero essere ripiantati arbusti autoctoni, seguendo anche i vincoli normativi che limitano l’introduzione di specie estranee. Quelle quattro palme erano della specie Phoenix, tipiche delle isole Canarie, ma da decenni oramai svettavano su una delle zone più belle e curate del lungomare, facendo ombra sulla lampara colorata e sul giardino. Martedì, in religioso silenzio, decine di persone hanno assistito sgomente alla morte delle ultime due palme per opera delle motoseghe della ditta specializzata che aiuta il Comune nella lotta al terribile coleottero. Gli operai, in realtà, avevano raggiunto l’area per togliere del tutto un’altra delle nove palme del giardino della piazzetta, che già da tempo era morta, mangiata da dentro dal punteruolo. Una volta sul posto, però, si sarebbero accorti che la piaga aveva già cominciato a divorare le altre palme più vicine, con il coleottero che forse ha già raggiunto anche tutte le restanti, in barba ai trattamenti e le operazioni che da mesi e mesi sono concentrati a protezione del patrimonio palmifero del lungomare albense e non solo. In questa guerra, sono decine le piante sparite negli ultimi anni dallo “skyline” di Alba Adriatica, tanto da spingere più volte il Comune ed il consigliere delegato alla manutenzione Marco Tribuiani a chiedere maggiore impegno dei cittadini per quanto riguarda il controllo delle palme poste su terreni privati, così da fermare la diffusione del punteruolo. Sul lungomare, però, il contagio sembrava essere stato circoscritto e la situazione sembrava sotto controllo. Qualcosa però è andato storto o semplicemente il coleottero è stato più forte delle misure adottate. Forse anche per questo il Comune ora ha deciso di cambiare strategia. Spiega infatti Tribuiani: «Stiamo cominciando in questi giorni un nuovo trattamento sperimentale “con cannula”, proveniente dalla Spagna e che ha già dato buoni riscontri in altri paesi. Ma prima si è reso necessario controllare le palme malate e abbattere quelle già morte».

Luca Tomassoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA