La Team licenzia il vice direttore tecnico

A Liberatore il consiglio imputa errori e omissioni nella gestione del personale e del servizio di raccolta dei rifiuti
TERAMO. Non bastava la procedura di mobilità per 36 dipendenti. A scuotere la Teramo Ambiente è arrivata anche la notizia del licenziamento di Roberto Liberatore, il vice direttore tecnico nonché responsabile dei servizi di igiene urbana. Il licenziamento è stato firmato in blocco da tutto il consiglio di amministrazione composto dal presidente Pietro Bozzelli, dall'amministratore delegato Luca Ranalli e dal consigliere Anna Di Russo. Una decisione apparsa all’esterno come un fulmine a ciel sereno ma che poi non è stata così fulminea a giudizio del cda, visto che la lettera di licenziamento firmata mercoledì pomeriggio è stata preceduta da due lettere di contestazione, una inviata a novembre 2015 e la seconda nelle settimane che hanno preceduto il licenziamento.
Otto sono i punti che vengono contestati a Liberatore, ingegnere aquilano, e che vertono sostanzialmente su circostanze che riguardano la sicurezza e la responsabilità del servizio di igiene ambientale. Secondo le spiegazioni fornite dall'amministratore delegato Luca Ranali, le inadempienze di Liberatore riguarderebbero la mancata revisione e messa in sicurezza dei 18 circuiti di raccolta in relazione allo scarso rendimento dell'igiene urbana. Igiene urbana che peraltro, in questi giorni, è oggetto di una richiesta di chiarimenti da parte degli uffici del Comune. che vogliono verificare se la Team stia eseguendo a dovere i servizi della commessa. Oltre alle inadempienze che il cda collega ai problemi sull'efficienza della raccolta, a Liberatore sono state contestate negligenze anche sulla sicurezza e il mancato controllo e gestione dell'autoparco. Nel mirino dell'azienda è finito ad esempio il problema di circa 200 bidoni carrellati lasciati in deposito a Carapollo, con ricadute sul carico ai fini delle certificazioni antincendio; questi bidoni dovevano invece essere già distribuiti nei condomini a metà del 2015. Ma altri addebiti sono stati fatti a Liberatore circa l'impego di personale ritenuto dall'azienda non idoneo all'esecuzione di certe mansioni (per motivi di salute fisica, o di restrizioni previste dalla mobilità), così come peraltro sollecitato all'azienda dai sindacati.
Ranalli ha definito il licenziamento «un atto dovuto alla luce del fatto che, in tema di sicurezza, la responsabilità oggettiva in caso di infortuni o incidenti, è del datore di lavoro, dunque ricade sul cda o su chi è delegato dal cda alla sicurezza, quindi al direttore dei servizi Pierangelo Stirpe». E proprio Stirpe, in qualità di direttore tecnico, provvederà in questo frangente a provvedere a garantire il servizio di igiene nelle more di un riassetto aziendale. Ranalli, chiamato a rispondere anche se questa decisione abbia un collegamento con la spending review aziendale e con le procedure di mobilità riaperte per 36 dipendenti, ha detto: «Assolutamente no. E' stata una decisione presa in relazione a una serie di circostanze e richiami verificatisi nel tempo che non hanno avuto riscontri dal responsabile incaricato».
Roberto Liberatore è figura nota alle cronache sempre per via di un precedente licenziamento che subì da Teramo Ambiente per firma del precedente amministratore delegato Stefano Gavioli. L'ingegnere fu reintegrato alla Team 15 mesi fa dopo un accordo conciliativo finalizzato ad evitare l'esito di un contenzioso lavorativo che a giudizio della Team sarebbe stato economicamente penalizzante per l'azienda per via di alcuni vizi di forma del precedente licenziamento.
Preoccupazione ha espresso il sindaco Maurizio Brucchi che ha definito il licenziamento del quadro «un episodio grave» ed ha aggiunto: «Prendo atto che è stato firmato dal cda al completo e auspico che le motivazioni addotte abbiano fondamento giuridico visto che si tratta della stessa persona che la Team fu costretta a riassumere. Insieme al presidente Ermanno Ruscitti del Mote, verificheremo in sede di assemblea dei soci se le contestazioni mosse costituiscono motivazioni valide ai fini del licenziamento». Parallelamente gli uffici comunali stanno verificando se il servizio reso dall'azienda è conforme al capitolato, visto che di recente sono arrivate segnalazioni circa un numero imponente di mezzi Team fermi al deposito di Carapollo.
Marianna De Troia
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