La Team rinuncia al ricorso per il crematorio al cimitero

24 Febbraio 2017

TERAMO. L'offensiva giudiziaria contro il bando per la Team perde un pezzo. Il consiglio di amministrazione della società pubblico-privata riunito ieri mattina ha deliberato la rinuncia al ricorso...

TERAMO. L'offensiva giudiziaria contro il bando per la Team perde un pezzo. Il consiglio di amministrazione della società pubblico-privata riunito ieri mattina ha deliberato la rinuncia al ricorso che in ottobre era stato firmato dall'allora amministratore delegato Luca Ranalli. Quest'ultimo aveva impugnato il testo a supporto della gara, cosiddetta "a doppio oggetto" perché destinata a individuare il nuovo socio privato del Comune e al riaffidamento dei servizi d'igiene urbana finora gestiti dalla Team, nella parte relativa alla realizzazione del forno crematorio nel cimitero di Cartecchio. Il progetto infatti era stato già predisposto dalla gestione uscente della società e dunque, a detta dell'amministratore delegato, non poteva essere inserito nel pacchetto degli interventi da riassegnare tramite il nuovo bando. Dalla seduta del cda di ieri mattina, però, è emersa la volontà di non procedere oltre nel giudizio la cui discussione nel merito è fissata per l'inizio di marzo. La decisione, a quanto pare, è stata motivata con la perdita d'interesse da parte della società a far valere le ragioni elencate nel ricorso. Non è un caso però che la rinuncia, deliberata a pochi giorni dal pronunciamento del giudice amministrativo, sia seguita alla recente uscita di scena di Ranalli. L'ormai ex amministratore delegato, infatti, è stato rimosso dall'incarico in anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato prevista in aprile. A questa determinazione è giunto il curatore fallimentare del tribunale di Venezia che attualmente gestisce la quota privata della Team che a suo tempo era stata acquisita dall'Enertech, coinvolta tra l'altro in un'inchiesta della procura di Catanzaro che aveva già portato al sequestro di fatto del pacchetto azionario. Restano comunque in piedi altri due ricorsi al Tar contro la gara "a doppio oggetto". Si tratta di quelli presentati dalle società Rieco, che fa capo al gruppo Di Zio, relativo ai requisiti tecnici richiesti per la partecipazione al bando, e Diodoro Ecologica in cui si adombrano violazioni delle norme sulla concorrenza.(g.d.m.)

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