La Torre, assolti l’ex prefetto e i quattro tecnici

10 Aprile 2016

TERAMO. In primo grado erano stati condannati a risarcire l'erario per un danno complessivo di un milione di euro. La sezione centrale di controllo della Corte dei conti li ha invece assolti,...

TERAMO. In primo grado erano stati condannati a risarcire l'erario per un danno complessivo di un milione di euro. La sezione centrale di controllo della Corte dei conti li ha invece assolti, ribaltando completamente la sentenza dei colleghi abruzzesi. Nel mirino della magistratura contabile erano finiti l’ex prefetto Francesco Camerino, e i tecnici Maria Angela Mastropietro, Roberto Di Giovanni, Carlo Taraschi e Siro Matani, in seguito ai lavori di messa in sicurezza della discarica comunale La Torre, crollata nel 2006. Dai lavori, secondo una segnalazione inviata dal dirigente del IV settore del Comune di Teramo, erano derivati danni per l'ente locale in quanto al progetto iniziale erano state apportate modifiche senza la redazione di varianti regolarmente approvate. Dopo la consegna dell'opera si erano verificati altri problemi, come la presenza di infiltrazioni di acqua e la fuoriuscita di percolato. Tutte le criticità, hanno sostenuto in appello l’ex prefetto Camerino e i tecnici, sarebbero però derivate dalla mancanza di manutenzione dell'impianto da parte del Comune, che ne aveva assunto la conduzione il 15 ottobre 2008. Anche la fuoriuscita di percolato, oltre che dall'azione di un violento nubifragio, sarebbe stata da ricondurre al difetto di manutenzione e dalla disattivazione dell'impianto di pompaggio. Infine, le varianti contestate, necessarie dal punto di vista tecnico, sarebbero state consentite dalla legislazione in tema di emergenze. «In realtà», scrivono i giudici della sezione di appello, «ciò che risulta dimostrato sono sicuramente delle difformità esecutive che peraltro, al di là del limitato rilievo economico rispetto al valore dell'opera, da sole non costituiscono danno, e non hanno certamente determinato quel fallimento integrale dell'impegno finanziario assunto posto a fondamento della domanda risarcitoria. Occorre ricordare che gli impianti furono consegnati al Comune il 15 ottobre 2008 e fino al 15 novembre successivo non fu segnalata alcuna anomalia di funzionamento, neppure per le parti realizzate in difformità dall'originario progetto. Solo dopo si era verificata una fuoruscita di liquido a seguito, anche, delle modalità di gestione dell'impianto seguite dal Comune di Teramo e del sollevamento parziale dei teli di copertura, ciò che aveva comportato interventi di ripristino considerati adeguati, al punto che l'impianto era stato collaudato il 15 dicembre 2008».

Angela Baglioni

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