La Villa può riaprire tra un mese

21 Settembre 2021

Mancano solo il pavimento e piccoli ritocchi. Il simbolo della cultura cittadina è chiuso da cinque anni

ROSETO. «Manca il pavimento che arriverà la prossima settimana e qualche altro piccolo ritocco, dopodiché la villa comunale potrà riaprire. È chiaro che poi bisognerà attendere tutta la documentazione, per cui credo che potrà tornare fruibile tra circa un mese». A precisarlo è Lorenzo Di Melchiorre, architetto e direttore dei lavori, che spiega nel dettaglio gli interventi effettuati, dal tetto alle fondamenta. Con il finanziamento di un milione e 140mila euro da parte della Protezione civile, rimpolpato con ulteriori 93mila euro stanziati dall’amministrazione per la seconda perizia di variante per lavori “non previsti”, sta per essere completata l’ex sala convegni, teatro di molte iniziative in passato, con i servizi annessi, che sarà destinata al Coc, il centro operativo comunale che si attiva in caso di emergenze. «Abbiamo inoltre messo in sicurezza il seminterrato con l’impermeabilizzazione per eliminare il problema allagamenti», aggiunge Di Melchiorre, «ed è stato completato il tetto, oltre al consolidamento di tutte le mura, sia quelle perimetrali sia quelle interne, con materiali idonei in modo da rendere tutta la struttura antisismica. Abbiamo poi realizzato un marciapiede perimetrale».
È chiaro dunque che la Villa non potrà riaprire prima delle elezioni amministrative così come che per il primo piano, il sottotetto e altre migliorie occorrono ulteriori 500mila euro, soldi che per il momento non ci sono e a cui dovrà pensare la prossima amministrazione. Sono già cinque gli anni di chiusura della struttura, simbolo della cultura rosetana. Secondo il cronoprogramma iniziale, come d’altronde è scritto nel cartello di cantiere posto sul cancello centrale che dà sulla statale 16, i lavori, iniziati il 24 giugno 2016 durante gli ultimi sei mesi dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, avrebbero dovuto essere conclusi entro il 2 dicembre 2017. Una prima perizia di variante però, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determina un primo ritardo. L’attuale amministrazione avrebbe voluto riaprire la villa entro giugno 2018, ma ecco un’altra perizia di variante. I lavori sono stati bloccati due anni e mezzo, e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni all’amministrazione per il cantiere bloccato, inizialmente di 160mila euro, ma dopo un accordo bonario, ridotto a 65mila euro: a dicembre 2020 è stato finalmente raggiunto l’accordo, e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante da parte della giunta. In questi mesi comunque gli operai comunali hanno curato quasi ogni giorno i giardini della Villa, che saranno fruibili a breve.
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