La Volante ai tempi del Covid tra aiuti in strada e prevenzione

30 Gennaio 2021

In un anno 1.880 interventi di cui quasi trecento dedicati al sociale, raddoppiate le chiamate al 113 Gli agenti soccorrono anziani e si mobilitano per consegnare bombole d’ossigeno e medicinali

TERAMO. Il tempo sospeso di una pandemia muta lo sguardo sugli altri e spalanca nuovi orizzonti quotidiani. Con la cronaca a scandire l’esserci sempre di una divisa. Come raccontano le centinaia di interventi delle donne e degli uomini della volante della polizia teramana: dall’aiuto all’anziano che non riusciva a sollevare la moglie malata caduta alla consegna di una bombola di ossigeno o di un misuratore di glicemia fino all’empatia necessaria per educare i bambini all’uso della mascherina. Nell’anno appena trascorso l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico ha messo insieme 1.880 interventi di cui quasi trecento di soccorso con un incremento dello 0,4% rispetto al 2019 e con un aumento delle pattuglie presenti a turno su strada (una terza volante) voluto dal questore Enrico De Simone.
Momenti di vita che si nascondono nella quotidianità e che raccontano altro. Perché ci vuole sempre una faccia, una storia a dare anima ai numeri messi in fila in questi mesi di pandemia. Che non sono solo quelli della repressione, dei controlli contro gli assembramenti e delle sanzioni per i Dpcm violati. Anche perché da quando il metro è diventato il personale raggio delle nostre immaginarie circonferenze la solitudine di lockdown e restrizioni ha ridisegnato i confini delle autonomie individuali. A cominciare da quelli di chi è più fragile. Anziani, ma non solo.
E allora ecco che cambia anche l’intervento di chi è deputato a garantire la sicurezza del vivere quotidiano. «Perché», come ripete sempre il capo della polizia Franco Gabrielli, «non c’è vera libertà se non è garantita la sicurezza del vivere quotidiano». Soprattutto nei tempi infiniti di una pandemia. Nell’ufficio di prevenzione generale e soccorso da cui dipendono sala operativa e volante (agli ordini della dirigente Patrizia Corvaglia) gli interventi per il sociale, accanto a quelli di repressione e prevenzione per il Covid, hanno ridisegnato confini e priorità delle pattuglie sul territorio. E i casi sono lì a raccontare un nuovo modo di essere sul territorio. C’è l’anziano teramano che agli agenti incontrati per strada che gli hanno chiesto se avesse bisogno di qualcosa ha risposto chiedendo loro di leggere i risultati delle analisi appena ritirate e così hanno fatto. E ancora la mobilitazione per garantire all’80enne alle prese con la rottura della macchinetta per la glicemia l’arrivo di un nuovo dispositivo. Per non parlare degli antipiretici portati in piena notte alla coppia a letto con la febbre paralizzata dalla paura e che ha visto nella telefonata al 113 l’ancora di salvezza. Ma anche quella volta che i componenti di una pattuglia sono stati avvicinati in strada da due genitori a spasso con i loro bambini che per educarli all’uso della mascherina li hanno fatti parlare con i poliziotti. E poi ci sono le chiamate raddoppiate alla sala operativa: da chi telefona per conoscere i nuovi Dpcm a chi chiede un aiuto per ritirare i farmaci o qualche presidio sanitario in ospedale. Le risposte arrivano e strappano ringraziamenti. Spesso commossi di chi non si sente più solo.
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