La Wash chiede 200mila euro di danni

17 Giugno 2020

Nereto, la società accusa il Comune di aver condizionato il procedimento per realizzare la piattaforma di rifiuti liquidi

NERETO. «Il tempo svela tutto e lo porta alla luce». Il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, scomoda Sofocle per anticipare la nuova battaglia che ha ingaggiato contro la Wash Italia, che ha chiesto 200mila euro di danni al Comune di Nereto chiamando a responsabilità anche Provincia, Soprintendenza e Regione. La Spa che voleva realizzare la piattaforma di trattamento di rifiuti liquidi non pericolosi e che dopo tre anni di carte e riunioni, lo scorso febbraio, ha visto rigettata l’istanza da parte del comitato Via della Regione, si è rivolta al tribunale amministrativo per l’annullamento dell’atto di diniego.
«La Wash Italia chiede il risarcimento del danno specificando la presunta responsabilità del Comune correlata all’attestazione di insussistenza del vincolo paesaggistico», spiega Laurenzi, e aggiunge: «Nel ricorso è singolare che la Wash Italia scriva, senza tanti giri di parole, che nessuno sembrava frapporsi al completamento dell’iter autorizzativo aggiungendo che “però il Comune di Nereto, sino a tal momento estremamente collaborativo, ha assunto una posizione inspiegabilmente ostativa ed ha iniziato a porre questioni di competenza di altre amministrazioni, generando ostacoli al procedimento amministrativo, riuscendo a condizionare l’esito della fase finale dello stesso”. Ebbene tali affermazioni confermano che qualcuno ha avuto una concezione distorta dei rapporti con la pubblica amministrazione».
Incalza il primo cittadino: «Se una cosa è legittima si deve fare, altrimenti no. La Wash Italia è giusto faccia i propri interessi ma non è giusto né opportuno e soprattutto non è lecito utilizzare termini quali “sviamento” e “avversione” e parlare di condizionamenti. Non prendiamo lezioni di trasparenza amministrativa dalla Wash Italia o da chicchessia».
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