La Wind dovrà demolire parte dell’antenna in centro

TORTORETO. Il Comune di Tortoreto vince la partita sull'antenna telefonica: la Wind dovrà demolire gli adeguamenti tecnologici effettuati sul ripetitore posto sul tetto dell'hotel La Sirenetta. Così...
TORTORETO. Il Comune di Tortoreto vince la partita sull'antenna telefonica: la Wind dovrà demolire gli adeguamenti tecnologici effettuati sul ripetitore posto sul tetto dell'hotel La Sirenetta. Così hanno deciso i giudici del Tribunale amministrativo de L'Aquila, a cui la stessa Wind si era appellata nei mesi scorsi. La notizia è stata resa pubblica dal commissario prefettizio Francesco Tarricone e dall'avvocato Virginia Mascitti che in questa vicenda rappresenta gli interessi del Comune, chiarendo anche che l'antenna del contenzioso non è quella di via Spataro al centro di polemiche nel recente passato, ma quella, appunto, della rotonda Carducci.
Il contenzioso è cominciato dopo che la Wind ha fatto ricorso contro l'ordinanza del 7 marzo con cui il Comune intimava al gestore telefonico di rimuovere gli adeguamenti tecnologici aggiunti sul ripetitore, perché incompatibili con il contesto urbano. A giugno la prima camera di consiglio al Tar, in cui i giudici hanno chiesto al Comune di mostrare l'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica in sanatoria che la Wind affermava di aver depositato presso l'ente, rinviando l'udienza di quindici giorni. Mercoledì scorso la seconda udienza, con il giudici del Tar che hanno rilevato l'omessa impugnazione di un provvedimento antecedente all'ordinanza, del 22 ottobre 2015, ma anche l'inidoneità dell’istanza con cui la Wind chiedeva di sospendere il provvedimento di demolizione, respingendo la domanda cautelare del gestore.
L'ennesimo contenzioso giudiziario per il Comune di Tortoreto sul tema delle antenne finisce quindi con una vittoria per l'ente. La vicenda arriva dopo il lungo contenzioso con la Telecom per l'antenna di via Cavour e le infuocate polemiche per l'altro ripetitore aggiornato di recente dalla Wind, quello di via Spataro.
Luca Tomassoni
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