Laboratori Asl, in bilico una gara da 12 milioni

3 Dicembre 2019

Il Tar dà ragione alla Roche, seconda classificata nell’appalto del luglio scorso per la fornitura di attrezzature assegnata alla Abbott. Di Giosia: aspetto le carte

TERAMO. In bilico una gara d’appalto da 12 milioni di euro per il noleggio per cinque anni di attrezzature diagnostiche e reagenti per le attività dei laboratori della Asl. Il Tar ha infatti accolto il ricorso della Roche, azienda seconda classificata nella gara espletata nel luglio scorso dalla Asl e che ha visto l’assegnazione alla Abbott.
In discussione erano i punteggi assegnate alle offerte tecniche delle ditte partecipanti. La Roche si è classificata seconda in graduatoria con 97,501 punti, mentre la Abbott ne ha conseguiti 100. Secondo i ricorrenti l’offerta di quest’ultima avrebbe dovuto essere esclusa in quanto, contrariamente a quanto richiesto dal capitolato d’appalto, i sistemi proposti, chiamati “Architect” non sarebbero «di ultima generazione» e non rappresenterebbero «l’ultimo modello presente sul mercato», tant’è che la ditta ha posto sul mercato una nuova linea chiamata “Alinity”. Secondo i ricorrenti, il fatto che quest’ultimo modello assicurasse solo 76 dei 93 test richiesti non sarebbe stato un problema perchè la cifra rappresenta di più dell’80% chiesta nel capitolato. Inoltre, la commissione giudicatrice avrebbe agito in eccesso di potere avendo dichiarato a verbale che non è stata premiata adeguatamente la soluzione prospettata dalla Roche «affermando apertamente di non aver scelto il sistema ritenuto qualitativamente migliore», si legge nel ricorso. Ci sono altri punti in cui viene contestata l’attribuzione di punteggi.
La Abbott, dal canto suo, ha presentato un ricorso incidentale in cui sostiene che l’offerta della Roche avrebbe meritato l’esclusione dalla gara.
I giudici del Tar hanno rilevato che «il modello Alinity è, rispetto al sistema Architect, il sistema di ultima generazione ovvero l’ultimo modello presente sul mercato» e che quindi la Abbott doveva offrire il primo invece che il secondo. E i giudici osservano anche che i test mancanti con il sistema Alinity rientrano, nei fatti nella soglia dell’80% di copertura richiesta dalla Asl. In definitiva «l’offerta di Abbott non poteva essere ammessa, ai sensi dell’articolo 4 del capitolato speciale – alla successiva fase di valutazione». Per questi motivi il Tar ha accolto il ricorso della Roche e respinto quello della Abbott, condannando quest’ultima e la Asl al pagamento delle spese di lite. Il direttore generale facente funzione, Maurizio Di Giosia, a cui ancora non è stata notificata la sentenza, si riserva di leggere le motivazioni e decidere il da farsi. Una alternativa potrebbe essere la via del Consiglio di Stato. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.