Laboratorio cinese abusivo scoperto in un garage di Garrufo

SANT’OMERO. L’autorimessa di una palazzina di via Turati a Garrufo di Sant’Omero era stata trasformata in un laboratorio artigianale abusivo. Alla polizia locale erano giunte diverse segnalazioni da...
SANT’OMERO. L’autorimessa di una palazzina di via Turati a Garrufo di Sant’Omero era stata trasformata in un laboratorio artigianale abusivo. Alla polizia locale erano giunte diverse segnalazioni da parte dei condòmini che sentivano il rumore continuo, anche la notte, delle macchine da cucire. Domenica sera, dopo l’ennesima segnalazione, è scattato il blitz. La polizia locale, guidata dal tenente Vito Pace, si è diretta sul posto ed ha trovato all’interno del garage due asiatici intenti a lavorare, uno dei quali senza permesso di soggiorno. Vivrebbe in Italia in stato di clandestinità da molti anni, secondo i riscontri. Nella fabbrica fantasma, l’uomo veniva impiegato come lavoratore ed è stato possibile procedere alla sua identificazione grazie alla collaborazione della questura di Teramo, che immediatamente si è messa a disposizione. Inoltre, è stata effettuata una segnalazione anche all’ispettorato del lavoro di Teramo per verificare la posizione dei lavoranti e dell’imprenditrice. Dalle prime indagini è emerso che la ragione sociale del laboratorio, la cui rappresentante legale sarebbe una donna cinese, aveva sede in un luogo diverso dall’opificio abusivo. Al Comune di Sant’Omero non risulta l’esistenza di un opificio artigianale e nemmeno la variazione catastale del garage trasformato in laboratorio, ampio appena 14 metri quadrati. Dunque tutto era abusivo, clandestino, irregolare. All’interno sono state trovate quattro postazioni di lavoro, il che farebbe pensare che in quell’azienda fuorilegge lavorino non meno di quattro persone connazionali della donna finita nel mirino. Nel bugigattolo si producevano grembiuli per la ristorazione. (a.d.p.)
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