Lacrime e ricordi nell’addio a Domenico, docente e filologo

18 Maggio 2017

ALBA ADRIATICA. Il dolore per la sua scomparsa, ma anche il ricordo di un giovane albense mai banale. L’ultimo saluto di ieri mattina a Domenico Pantone nella chiesa di Sant’Eufemia è stato questo:...

ALBA ADRIATICA. Il dolore per la sua scomparsa, ma anche il ricordo di un giovane albense mai banale. L’ultimo saluto di ieri mattina a Domenico Pantone nella chiesa di Sant’Eufemia è stato questo: lacrime, preghiere, ma anche applausi e il racconto di chi si è succeduto dal pulpito per rendere omaggio al filologo brillante, all’amato insegnante di italiano, al fratello, al figlio, all’amico e al ragazzo curioso e appassionato, che in passato si era anche avvicinato al giornalismo.
Un carattere dalle mille sfaccettature difficile da comprendere appieno anche per chi gli era vicino, un gigante ed un idealista, chiuso ma simpatico e coinvolgente, che se ne è andato a 31 anni all’improvviso in una stanza d’albergo a Como, per propria scelta. Una scelta, a suo modo, impossibile da capire veramente, a cui però don Stefano Galeazzi ha voluto dare la propria chiave di lettura, tentando anche di alleviare il dolore: «Il suicidio è debolezza umana, non disprezzo per la vita». Il suo ultimo gesto di giovedì, infatti, ha scosso e lasciata incredula l’intera città, ma anche l’istituto tecnologico di Sant’Egidio dove lavorava e la comunità accademica bolognese e non solo. In centinaia, commossi, hanno partecipato alla veglia di martedì e poi alla lunga cerimonia di addio, tanti da non poter essere contenuti tutti nella chiesa parrocchiale di Alba Adriatica e da riversarsi anche su piazza IV Novembre e le vie vicine. Non è mancata anche la politica cittadina, di cui il padre Pietro è stato esponente di spicco per lungo tempo. Il corteo, poi, ha seguito Domenico nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Tortoreto, dove riposa al fianco della madre Silvana persa 15 anni fa. (l.t.)
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