«Lago ancora vuoto Le coltivazioni sono in grave pericolo»

Confagricoltura: l’Enel dice che il riempimento dell’invaso non è ancora cominciato, il tempo potrebbe non bastare
TERAMO. «L'irrigazione estiva è a forte rischio». Resta alto l'allarme di coltivatori e allevatori delle vallate del Vomano e del Tordino per la portata idrica del lago di Campotosto. A farsi portavoce delle preoccupazione degli operatori del settore è Confagricoltura, secondo cui l'annunciata operazione di riempimento dell'invaso non è ancora iniziata.
A sottolinearlo è il presidente dell'organizzazione di categoria Bernardo Savini Giosia Bernardi secondo cui l'intervento per riportare il lago al livello precedente alla fase critica di gennaio, quando fu svuotato per il rischio di un’esondazione causata da un'eventuale forte scossa sismica, è tutt'altro che avviato come invece sostenuto nei giorni scorsi dal sindaco di Campotosto Luigi Cannavicci. «Da verifiche e contatti telefonici con l'ente gestore del bacino», fa sapere, «risulta che il rinvaso non ha avuto inizio e parte abbondante del lago è in secca». Savini, dunque, si è rivolto direttamente all'Enel da cui ha saputo che la procedura amministrativa è stata completata ma che il riempimento partirà solo nei prossimi giorni.
«Siamo arrivati molto lunghi», evidenzia il presidente, «e il tempo che resta prima dell'estate potrebbe non bastare per le esigenze irrigue delle aziende». Nel periodo di maggior caldo servono, stando alle stime su base annua, 63 milioni di metri cubi d'acqua per coprire il fabbisogno di coltivatori e allevatori che si riforniscono tramite la rete del Consorzio di bonifica Nord. «ll sistema attualmente funziona», spiega il presidente di Confagricoltura, «perché l'acqua che il lago continua a portare fuori è sufficiente». Tra un paio di mesi, però, le irrigazioni saranno molto più intense e i rubinetti potrebbero restare a secco. C'è da considerare, infatti, che una quota dell'acqua disponibile resta a disposizione del Consorzio e un'altra parte, circa 8-10 milioni di metri cubi, sono stati già richiesti dal Ruzzo per coprire l'aumento di richiesta estiva nelle zone costiere. «L'acqua per la popolazione ha la precedenza su quella per le aziende», fa notare Savini Bernardi, «e dunque i problemi per chi ha un'attività seminativa, di coltivazione o di allevamento potrebbero rivelarsi catastrofici».
Il rischio è che le piantagioni si secchino senza dare alcun frutto da immettere sul mercato, con un doppio danno a carico del produttore. «Oltre a non incassare nulla», osserva il rappresentante dell'organizzazione di categoria, «si ritroverebbe a non poter pagare i fornitori». La mancata produzione innescherebbe un effetto domino nel quale sarebbero coinvolti anche i trasformatori di ortaggi, verdure e frutta, nonché gli stessi dipendenti delle aziende in difficoltà. «Ho quattordici buste paga nella mia attività», evidenzia Savini Bernardi, «se non avremo acqua a sufficienza per irrigare i campi, ne dovrò togliere dodici perché non saprò cosa fargli fare».
La speranza, dunque, è che il riempimento del lago sia avviato al più presto e che arrivi in tempo utile al livello necessario per non far mancare l'acqua a coltivatori e allevatori.
Gennaro Della Monica
©RIPRODUZIONE RISERVATA

