Lampioni a rischio, un mese per rimuoverli

ROSETO. «Una volta approvato il bilancio, tra circa un mese, farò rimuovere i 34 pali della luce a rischio e li sostituirò immediatamente, perché quelle zone non possono restare al buio». Ad...
ROSETO. «Una volta approvato il bilancio, tra circa un mese, farò rimuovere i 34 pali della luce a rischio e li sostituirò immediatamente, perché quelle zone non possono restare al buio». Ad assicurarlo, intervenendo sulla questione dei lampioni sul lungomare, 24 a sud e 10 a nord, controllati ormai da due mesi dalla Sig di Roma, è l’assessore alla manutenzione Nicola Petrini. Nelle scorse settimane gli operai del Comune hanno eliminato le plafoniere dai pali, ma il rischio che i lampioni possano cadere, soprattutto col forte vento, resta. «Con le plafoniere tolte il loro peso è notevolmente diminuito», precisa Petrini, «e dunque il rischio è limitato. Dobbiamo attendere il bilancio per eliminare i lampioni».
Circa tre mesi fa cadde l’ennesimo palo sul lungomare nord, di fronte al lido Tropical (in un anno e mezzo ne sono caduti 12), ma al momento è ancora lì, adagiato dietro la siepe del parco, con la base arrugginita e il rischio che chiunque, soprattutto un bambino, possa farsi male. «Credevo fosse già stato rimosso», afferma Petrini, «nei prossimi giorni manderò i nostri operai, appena concluderanno i lavori di eliminazione della sabbia dalla pista pedonale, a toglierlo da lì». La situazione dell’illuminazione pubblica, comunque, in attesa del project financing, non è certo delle migliori: se in piazza Ungheria il guasto è stato risolto e il quartiere, dopo essere stato al buio per circa quattro mesi, sembra non avere più problemi, sulla statale 16, specialmente nelle ultime settimane, capita spesso di vedere interi tratti al buio, per non parlare di viale Marche, dove sul lato ovest sono presenti quattro lampioni spenti ormai da circa un anno. Al buio sono anche molte zone delle frazioni, dove a intermittenza si fulminano le lampadine dei lampioni . (l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

