Lascia il bar nel 2003, le chiedono la Tari

22 Marzo 2019

Robin Hood segnala anche il caso di una donna che per l’Inps risulta assente alla visita fiscale: il medico non l’ha mai fatta 

TERAMO. Burocrazia, maneggiare con cura. I cittadini si devono destreggiare fra atteggiamenti superficiali e uffici che non dialogano. Due i casi emblematici segnalati dall’associazione consumatori “Robin Hood”.
Il primo riguarda la teramana L.M. che fino al 2003 è stata presidente di un circolo ricreativo a Teramo e poi è stata sostituita ai vertici dell’associazione da un altro soggetto. Una circostanza conosciuta dal Comune in quanto la licenza del locale è stata volturata dalla vecchia al nuovo presidente. Da un paio d’anni però L.M. ha iniziato a ricevere richieste di pagamento della Tari per quel circolo che anche svolge attività di bar.
Ultimamente peraltro il locale è anche passato ad un’altra associazione che paga regolarmente la Tari. «Ci si chiede come sia possibile da parte della pubblica amministrazione il mancato confronto e incrocio fra i dati dell’immobile e quelli di chi paga la tassa», esordisce il presidente di “Robin Hood”, Pasquale Di Ferdinando, «evitando così al contribuente di andare a ritrovare documentazioni vecchie di quasi 20 anni. Il consiglio, comunque, è per tutti i contribuenti: quando si fa una qualsiasi modifica del proprio stato o del nucleo familiare bisogna subito comunicarla. In questo caso noi supponiamo che il secondo presidente non abbia provveduto a comunicare il subentro al Comune. Ora noi faremo un ricorso in via di autotutela al Comune e se non basta ricorreremo al Garante dei contribuenti».
L’altro caso è altrettanto paradossale. G.S. donna di Notaresco, si è sottoposta a una complessa operazione chirurgica e nel gennaio scorso era a casa in malattia dal lavoro. Le è arrivata però una comunicazione dell’Inps – e come a lei anche al datore di lavoro – in cui è scritto che non è stata trovata in casa all'accertamento del medico legale, cioè alla visita fiscale. Ma lei quella visita non l’ha mai ricevuta.
«Dall’accesso agli atti del verbale medico è emerso che questo è stato male interpretato dall'Inps o non letto nella sua interezza», spiega Di Ferdinando, «c’è scritto infatti che la visita fiscale non si era svolta perchè il medico, a causa di neve e ghiaccio, non è riuscito a raggiungere la casa di G.S. Ora abbiamo chiesto all’Inps l’immediata correzione della comunicazione: ricordiamo che questo tipo di assenza può causare conseguenze economiche per il lavoratore come la perdita dell’indennità di malattia, e disciplinari, fino al licenziamento. Invitiamo a una maggiore precisione: tutto alla fine si ripercuote sul lavoratore che oltre alla malattia deve subire lo stress derivante da una simile situazione».
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