Lasciati in strada due ragazzi autistici

Pasticcio tra Asl e Comune: erano all’Aquila per le cure ma il pulmino per riportali a casa non c’era
TERAMO. Un difetto di comunicazione tra Asl e Comune di Teramo ha avuto come conseguenza che due ragazzi teramani gravemente autistici, di cui uno minorenne, sono stati lasciati a piedi all'Aquila senza che alcun mezzo di trasporto si facesse carico del loro rientro a casa dopo le terapie riabilitative. A denunciare indignate il disservizio sono state le mamme dei due ragazzi, Lina De Ascentiis e Virginia Franco, insieme alla referente teramana dell'associazione Autismo Abruzzo Chiara Ciminà, che hanno ricostruito i passaggi del disservizio. «Tutto è partito dal fatto che la cooperativa che gestiva il servizio dal 5 settembre ha comunicato al Comune che non poteva sostenere economicamente il trasporto dei ragazzi», spiega Ciminà, «e così il Comune ha chiesto alla Asl di farsi carico di uno dei tre passaggi settimanali che vengono forniti ai ragazzi che si recano al centro aquilano per le terapie riabilitative. La Asl, nelle more della riapertura del centro di Sant'Atto, ha accolto la richiesta del Comune, ma all'atto pratico ieri non si è presentato nessuno poiché secondo la Asl il Comune non avrebbe comunicato in tempo l'avvio della presa in carico del servizio». Le mamme, furibonde, parlano di gesto gravissimo visto che hanno appreso solo casualmente che i ragazzi erano rimasti all'Aquila. «Non ci ha avvisato nessuno che i ragazzi erano rimasti a piedi. Abbiamo capito che qualcosa non andava quando il pulmino che doveva prelevare in partenza altri ragazzi da Teramo non è passato. E così grazie al tam tam delle famiglie abbiamo intuito che ad attendere i nostri ragazzi, partiti prima, non ci sarebbe stato nessuno. Ci siamo dovuti attivare personalmente affidandoci alla disponibilità degli operatori del centro aquilano che hanno atteso il nostro arrivo oltre la fine del loro turno di lavoro», aggiungono le mamme teramane che chiedono spiegazioni su una circostanza gravissima. «Noi familiari siamo abbandonati per i nostri figli non abbiamo né tutele, né servizi sul territorio. Basti pensare che compartecipiamo al trasporto con 300 euro al mese nonostante si tratti di terapie sanitarie che dovrebbero essere fornite gratuitamente alle famiglie con ragazzi autistici. Ci era stato garantito che entro settembre avrebbe aperto il centro di Sant'Atto ma ad oggi non abbiamo alcuna comunicazione ufficiale dalla Asl». Sul tema oggi verrà presentata un'interrogazione in consiglio regionale dal consigliere M5S Domenico Pettinari.(m.d.t.)
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