«Lasciati senza pasti a Natale» L’esercente: non è colpa nostra

30 Dicembre 2018

TERAMO. L’esasperazione con il tempo prende il sopravvento su tutto. Quella di molti sfollati ancora ospitati in hotel, quelli dei tanti albergatori e ristoratori che da mesi attendono di essere...

TERAMO. L’esasperazione con il tempo prende il sopravvento su tutto. Quella di molti sfollati ancora ospitati in hotel, quelli dei tanti albergatori e ristoratori che da mesi attendono di essere pagati. L’ultimo episodio è la protesta che arriva da una decina di sfollati ospitati in un hotel del centro che per i pasti si recano al Cafè De Paris di via Milli. Il gruppo, per voce di Romeo Angeloni, ha protestato perchè il 24 ,il 25 e il 26 dicembre il bar è stato chiuso e loro si sono dovuti arrangiare. «Ma nessuno ci ha comunicato niente», dice Angeloni.
Immediata la replica del titolare del bar Luca Lucidi che, sentito a questo proposito, dice: «Noi abbiamo avvisato gli hotel dei giorni di chiusura e lo abbiamo fatto almeno dieci giorni prima. Stessa cosa abbiamo fatto per annunciare che il 31 dicembre e il 1° gennaio resteremo chiusi e quindi non potremo servire i pasti. Noi abbiamo avvertito gli hotel che ospitano gli sfollati e con cui abbiamo delle convenzioni per i pasti. Ci dispiace ma sicuramente noi non abbiamo nessuna colpa se gli sfollati non sono stati avvisati». E Lucidi sottolinea come da metà ottobre non riceva nessun compenso per l’erogazione dei pasti. «Noi abbiamo rapporti con gli hotel e il servizio ci viene pagato da queste strutture», spiega il titolare del locale di via Milli, «ma gli albergatori ci hanno detto che loro non ricevono ancora nessun compenso dalla Protezione civile».
Una situazione che già qualche mese fa è esplosa con la protesta di alcuni albergatori che hanno denunciato come non fossero stati distribuiti i fondi per la copertura delle spese relative alla presenza di tanti sfollati. Una vicenda che, evidentemente, non è stata ancora risolta.(d.p.)
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