Lavoratori colpiti dal Covid: primato nazionale per Teramo

Secondo il report dell’Inail è la provincia in cui l’incremento delle denunce è stato più alto (+28,9%) rispetto alla precedente rilevazione. I dipendenti Asl contagiati oggi sono 80, un mese fa erano 150
TERAMO. La quarta ondata Covid, oltre a riempire gli ospedali e a far segnare una diffusione mai vista prima del contagio, ha avuto conseguenze pesantissime sul mondo del lavoro. Questo è accaduto ovunque in Italia, ma a Teramo in modo più eclatante che altrove. Lo dice l’ultimo report dell’Inail sulle denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 pervenute all’istituto, report aggiornato al 31 gennaio scorso: Teramo è la provincia italiana che ha registrato l’incremento percentuale maggiore rispetto al monitoraggio precedente (datato a fine 2021), non solo per contagi avvenuti in gennaio ma anche in virtù del consolidamento dei dati dei mesi precedenti. Il +28,9% di Teramo stacca nettamente i dati di Lucca (+22%), Ragusa (+20,3%), Cagliari (+20%), Siracusa (+19,8%), Monza e Brianza (+19,8%), Latina (+19,5%), Imperia (+18,6%) e Trapani (+18,3%). Quanto alle altre province abruzzesi, rispetto alla rilevazione precedente Chieti ha segnato un +15,8%, Pescara un +15,4% e L’Aquila un +10,3%.
In termini assoluti, in Abruzzo le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 537 casi (+17,2% rispetto al precedente report, percentuale nettamente superiore al +10,6% nazionale). In totale, dall’inizio della pandemia, queste denunce in Abruzzo sono state 3.663 e rappresentano l’1,7% del totale nazionale, che ammonta a 21.390. Gli esiti mortali sono stati 30 (15 a Pescara, sette a Chieti, cinque a Teramo e tre all’Aquila) e non sono aumentati nell’ultimo periodo: dei 30 casi complessivi, 15 si riferiscono al 2020 e 15 al 2021.
Ovviamente è stato e continua a essere il personale sanitario il più colpito dal Covid sul lavoro. Nella Asl teramana un mese fa, durante il picco della quarta ondata, sono stati oltre 150 i dipendenti contemporaneamente assenti perché positivi al coronavirus. Il dato di ieri è decisamente più confortante, anche se comunque notevole, e parla di 80 operatori sanitari tra infermieri, Oss e medici assenti dal lavoro per Covid (34 nel presidio di Teramo, 17 in quello di Giulianova, 16 in quello di Sant’Omero e 13 in quello di Atri). Tra gennaio e febbraio, il solo ospedale Mazzini ha avuto 295 dipendenti colpiti dal contagio. Le ripercussioni sui servizi sono state (e continuano a essere) evidenti, e non potrebbe essere diversamente considerato che la Asl teramana era sotto organico anche prima dell’ondata di contagi che si è abbattuta sui suoi dipendenti. Se il sistema in qualche modo regge, si deve soprattutto allo spirito di sacrificio del personale che resta in servizio svolgendo turni massacranti: sacrificio che più volte è stato riconosciuto pubblicamente dai vertici della Asl.
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