Lavori e acqua torbida, restano le domande

1 Novembre 2024

Il commissario per l’autostrada Corsini non si presenta. Mariani: «Convocherò un’altra riunione»

TERAMO. Restano gli interrogativi sull’acqua torbida e sul cumulo degli interventi – e dei conseguenti disagi – per la messa in sicurezza del Gran Sasso. La commissione di vigilanza, convocata per ieri mattina in Regione dal presidente Sandro Mariani, avrebbe dovuto avviare un chiarimento, se non risolvere, questi due dubbi. Non è stato possibile per l’assenza di uno degli interlocutori più attesi e per la mancanza di certezze relative alle cause della contaminazione dell’acqua. Sui lavori da avviare, per la parte di cui è responsabile, avrebbe dovuto fornire chiarimenti il commissario per la messa in sicurezza dei tunnel autostradali Marco Corsini.
Alla seduta di ieri mattina della commissione regionale però non si è presentato né, stando al presidente, ha comunicato la mancata partecipazione e i motivi che l’anno determinata. Il risultato è che degli interventi di sua competenza e di come saranno armonizzati a quelli per tutelare l’acquifero, in capo all’altro commissario, Pierluigi Caputi, se ne sa quanto prima: nulla o quasi. Mariani annuncia un’ulteriore convocazione dell’organo di vigilanza regionale. «Programmeremo una nuova audizione del commissario Corsini chiedendone direttamente a lui preventivamente una data disponibile al fine di non incorrere nella sua indisponibilità», tiene a sottolineare il presidente, «dall’audizione degli altri rappresentanti istituzionali convocati è emerso che ad oggi nessuno ha avuto confronto diretto con il commissario governativo, pertanto ci impegneremo per far sì che questo avvenga nella sede istituzionale della commissione di controllo». Nessun elemento in più è emerso sulle cause dell’intorbidimento dell’acqua che di fatto ha fermato i sondaggi geologici propedeutici agli interventi coordinati da Caputi. I rappresentanti del Sian, il Servizio di igiene degli alimenti della Asl, hanno chiarito che sono necessarie verifiche approfondite per chiarire l’origine della contaminazione. Secondo i tecnici, comunque, sono necessari potabilizzatori a ridosso dell’acquifero per eliminare i rischi di lasciare i cittadini con i rubinetti a secco. (g.d.m.)