Lavori fantasma, resta chiusa l’ex scuola di San Nicolò

A San Nicolò non sono ancora partiti i lavori per l’ex scuola elementare “Carlo Febbo”, previsti secondo il piano triennale delle opere pubbliche nell’anno corrente. A sollevare la questione è il...
A San Nicolò non sono ancora partiti i lavori per l’ex scuola elementare “Carlo Febbo”, previsti secondo il piano triennale delle opere pubbliche nell’anno corrente. A sollevare la questione è il capogruppo Pd Gianguido D’Alberto, che sottolinea l’importanza rivestita dall’edificio - lesionato dal terremoto del 2009 e attualmente in stato di abbandono - per la frazione più popolosa del comune di Teramo. «San Nicolò ha bisogno di un centro di aggregazione culturale e sociale e l’ex scuola elementare sarebbe perfetta per lo scopo», spiega il consigliere, «potrebbe essere utilizzata come sala polifunzionale o come biblioteca, ma soprattutto potrebbe ospitare gli uffici comunali, non più presenti nella nostra frazione». Anche secondo il vecchio piano triennale 2012-2014 i lavori per il miglioramento sismico dell’edificio scolastico dovevano partire durante il 2014, con un investimento di 300mila euro.
Nel dicembre dello scorso anno il sindaco Maurizio Brucchi aveva annunciato che sarebbero stati investiti un totale di 600mila euro per ristrutturare lo stabile lesionato. Con il nuovo finanziamento, la scuola avrebbe ospitato una vera e propria sede comunale distaccata con una succursale dell’Ufficio anagrafe e uno sportello Team. «Due anni fa, dopo che la scuola era stata presa di mira dall’azione vandalica di alcuni ignoti, è stata chiusa e il Circolo didattico sollevato dall’incarico di custodia dell’edificio», continua D’Alberto, «nonostante i fondi stanziati, ad oggi non è ancora iniziato nessun lavoro. Ci preme sottolineare come l’edificio possa essere adibito a svolgere più funzioni, che pur essendo ritenute primarie dai cittadini di San Nicolò, al momento mancano».
Tra queste il consigliere ricorda anche un centro prelievi dell’Asl e un presidio della polizia municipale. La cosa ritenuta fondamentale da D’Alberto, però, è che la ex scuola torni fruibile e rimanga al servizio della comunità. «Anche l’area circostante può diventare area verde attrezzata», ha concluso, «adeguata alle reali esigenze di una frazione in continua espansione, cosa che assolutamente manca a San Nicolò».
Chiara Di Giovannantonio
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