Lavori in corso, l’Ipsia torna in classe il 18

La Provincia punta ad adeguare il Comi entro un anno e prepara una gara europea per il Pascal
TERAMO. Slitterà di una settimana la riapertura dell'istituto professionale per l’industria e l’artigianato Marino di Teramo: a giorni il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino emetterà un provvedimento di apertura differita per il 18 settembre. A renderlo noto è il consigliere provinciale con delega all'edilizia scolastica Mirko Rossi che ha ricordato come la scuola sia stata chiusa dall'ente per via dell'indice di vulnerabilità sismica inferiore allo 0,2. Da qui è stata presa la decisione di spostare i circa duecento studenti dell'Ipsia tra il liceo Milli e l'Itis Alessandrini. Tuttavia, mentre al Milli gli interventi all'ultimo piano sono terminati (sono stati effettuati lavori che permetteranno all'edificio di ospitare ulteriori quindici aule da destinare agli studenti del Marino), sono necessari ancora alcuni giorni per concludere le operazioni all'Alessandrini.
La Provincia inoltre ha fatto il punto della situazione sugli interventi che interesseranno tre istituti superiori del capoluogo, ossia l’Itc Comi, il liceo classico Delfico e il programmatori Pascal. Per lo storico edificio del Comi è già partita la gara di appalto per l'assegnazione dei lavori di miglioramento sismico dell'edificio, che porteranno l’indice di vulnerabilità del corpo frontale della struttura, quella più antica, al valore di 0,8. In questo modo si potrà recuperare uno spazio sicuro per una popolazione studentesca di circa oltre 800 persone. «L'intervento avrà una durata di sette, otto mesi. Indicativamente potremmo riavere indietro l’edificio per il prossimo anno scolastico», ha spiegato Rossi.
Per il Delfico, lesionato già dal sisma 2009, dovrebbe arrivare a giorni il lasciapassare definitivo dell'Ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa per la messa a gara dei lavori di consolidamento dell'ultimo piano. «Infine per quanto riguarda il Pascal», ha sottolineato il consigliere provinciale, «la situazione è più articolata, poiché si tratta di un intervento di adeguamento dell'intero edificio, per un costo totale di 5,4 milioni di euro, che porterà la struttura a raggiungere un indice di vulnerabilità pari a 1. In questo caso dovremo mettere in campo una gara europea, visto che l'importo dei servizi tecnici è sopra la soglia di legge».
Emanuela Michini
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