Lavori in tribunale, prendono il via i 3 cantieri

Partono gli interventi nel palazzo di giustizia, nell’ex caserma Rossi e nella ex sede dei giudici di pace
TERAMO. Una soluzione condivisa che placa proteste e polemiche (almeno per il momento): i lavori di sistemazione del tribunale saranno fatti piano per piano, ci saranno degli spazi sia interni che esterni dove solo per il tempo necessario saranno spostati i vari uffici, gli interventi nelle aule saranno eseguiti ad agosto quando l’attività processuale è ferma, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati dovrà lasciare la sede temporaneamente solo per consentire gli interventi. Una prima tabella di marcia è stata stilata nel corso della conferenza dei servizi che si è svolta ieri mattina su convocazione del presidente del tribunale Carlo Calvaresi. Una data scelta non a caso visto che proprio nella giornata di ieri sono stati ufficialmente consegnati i tre cantieri nel tribunale, nell’ex caserma Rossi e nei locali dell’ex giudice di pace. Il caso era stato sollevato proprio dagli avvocati che la settimana scorsa con un documento pubblico avevano evidenziato di non essere stati messi al corrente dell’avvio dei lavori che li avrebbe visto dover lasciare momentaneamente la sede dell’ex caserma Rossi proprio per consentire gli interventi. Interventi complessivi su sui gli stessi avvocati, in un documento, avevano espresso perplessità. «Si spenderanno decine e decine di milioni di euro», avevano scritto i rappresentanti del Consiglio dell’Ordine forense, «su una struttura il cui progetto risale agli anni cinquanta del secolo scorso, che è che resterà del tutto inadeguata rispetto alle esigenze di un’efficiente amministrazione della giustizia».I lavori, che dovranno essere conclusi entro il 2025, prevedono interventi di messa in sicurezza, il rifacimento di tutti i servizi igienici, l’installazione del servizio di climatizzazione (ora solo parziale) in tutto l’edificio, la messa a norma delle balaustre delle scale e degli atri. Il canale del Pnrr, con i continui richiami che arrivano dall’Europa, impone tempi rapidi e da qui, dunque, la necessità avviare la macchina il prima possibile così come ribadito l’anno scorso in vari incontri dai tecnici del ministero di Giustizia e del Provveditorato alle Opere pubbliche.(d.p.)
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