Lavori in viale Crispi, il Wwf protesta per il taglio dei pini

Secondo l’associazione ambientalista il Comune ha fatto abbattere inutilmente piante sanissime Replica l’assessore Di Giovangiacomo: «Non è vero, sono alberi malati che rischiano di crollare»
TERAMO. Il taglio dei pini davanti alla scuola elementare Noè Lucidi scatena le ire degli ambientalisti. Alla polemica sollevata dai consiglieri di opposizione, per l'intervento avviato dal Comune che ridurrà il marciapiede creando una fascia di parcheggi destinati alla sosta breve, si aggiungono le critiche del Wwf. L’associazione fa notare che, con il progetto messo in cantiere da circa un mese fa, l’amministrazione «oltre a incentivare il traffico motorizzato, mentre altrove le scuole sono inserite in aree pedonali, a vantaggio di studenti e genitori, taglia anche pini sanissimi colpevoli di essere “incompatibili” con i nuovi lavori di riasfaltatura della strada». Il Wwf ricorda di aver recentemente scritto a tutti i Comuni della provincia sollecitando l’adozione di piani per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio arboreo, mentre ora la gestione del verde viene invece lasciata «all’improvvisazione e ai capricci del politico di turno». Così, a farne le spese questa volta sono i pini davanti alla Noè Lucidi, ma secondo il Wwf «in passato si è fatto anche di peggio e quotidianamente si massacra quel che rimane dei nostri spazi verdi con potature inutili e dannose, con danneggiamenti vari, con mancanza di manutenzione e cura». Questa situazione non riguarda solo Teramo ma a detta dell'associazione accade «in tutte le città della provincia, con la complicità delle amministrazioni e la connivenza di tecnici o presunti tali, sempre pronti a trovare una giustificazione valida per eliminare un albero ed evitare la sua sostituzione».
Per l’assessore ai lavori pubblici Giorgio Di Giovangiacomo l’intervento in viale Crispi non è affatto uno scempio. «Nel progetto di partenza», spiega, «era prevista la conservazione dei pini, ma due in particolare sono risultati pericolanti, perché avevano le radici molto in superficie, e dunque abbiamo chiesto l’intervento della Forestale». Dai controlli degli agenti sarebbe emerso che andavano abbattuti non solo gli alberi ritenuti già insicuri, ma anche altre sei piante: due sempre lungo il marciapiede dov’è stato aperto il cantiere, tre nei pressi del tribunale e una nell’aiuola tra via Noè Lucidi e la rotonda di porta Madonna. «I pini hanno una vita di 80-90 anni», dice l’assessore citando il rapporto della Forestale, «e dunque quelli nella zona della Noé Lucidi sono arrivati alla fine del loro ciclo». Gli alberi in questione, tra l’altro, sarebbero un pericolo per l’incolumità pubblica, in particolare per gli alunni della scuola elementare, in quanto potrebbero crollare da un momento all'altro. Per questo la Forestale ha disposto che l’abbattimento sia bilanciato dalla messa a dimora di numero di piante doppio rispetto a quelle tagliate.
Gennaro Della Monica
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