Lavori nel Gran Sasso e sisma: protocollo unico per la legalità

18 Giugno 2022

La struttura di Gisonni utilizzerà la stessa piattaforma realizzata dai collaboratori di Legnini L’obiettivo è svolgere al meglio il controllo del futuro cantiere per la messa in sicurezza dell’acqua

TERAMO. L’obiettivo è, una volta appaltati i lavori che dovrebbero finalmente risolvere le criticità dell’acquifero del Gran Sasso, avere un cantiere modello, a prova di violazioni di legge e infiltrazioni malavitose.
Giovedì è stato siglato un accordo tra il commissario straordinario per la sicurezza idrica del Gran Sasso Corrado Gisonni e il commissario per la ricostruzione post sisma 2016 Giovanni Legnini per l’utilizzo di un’unica piattaforma per la gestione del protocollo di legalità. «L’accordo», si legge in una nota, «permetterà alla struttura di Gisonni di utilizzare la piattaforma che il commissario per la ricostruzione post sisma 2016 ha realizzato per la gestione e il controllo dei cantieri della ricostruzione pubblica. Il Protocollo di legalità regola l’utilizzo degli strumenti di monitoraggio puntuale dei cantieri come il badge elettronico e il settimanale di cantiere. Con il supporto della piattaforma digitale predisposta dalla struttura commissariale di Legnini, e restando nel perimetro della normativa sulla privacy, sarà possibile conoscere in tempo reale la manodopera impiegata nei lavori di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, anche relativamente ai subappaltatori e fornitori, integrando i controlli già esistenti quali quelli relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro, alla prevenzione dei fenomeni come lavoro nero e grigio, dumping contrattuale e fenomeni elusivi».
È scontato che ogni struttura commissariale avrà accesso esclusivamente ai dati di propria competenza, ma – si legge ancora – «l’utilizzo della piattaforma già sviluppata per la struttura del commissario Legnini, oltre a costituire un notevole risparmio di denaro pubblico, consentirà agli organi preposti al monitoraggio delle attività, quali Prefetture o Direzioni investigative antimafia (Dia), di avere a disposizione un sistema con un interfaccia unica rendendo più agevoli le operazioni di monitoraggio e controllo a vantaggio della tempestività ed efficacia dell’azione».
I lavori di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso sono stati finanziati dallo Stato con 120 milioni di euro. 400mila euro sono già stati spesi dal commissario Gisonni per realizzare una mappatura molto dettagliata del sistema su cui si andrà a intervenire, mappatura che da quando è stato realizzato il traforo non era mai stata fatta. La progettazione preliminare dell’intervento è quasi pronta: qualche ritardo è stato legato al fatto che Gisonni deve muoversi in coordinamento con il commissario per la messa in sicurezza sismica delle autostrade A24 e A25, che è cambiato di recente (Marco Corsini è subentrato al dimissionario Maurizio Gentile).
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