Lavori per il Comune in cambio dell’alloggio

2 Gennaio 2015

GIULIANOVA. Pulizia delle strade e lavori di piccola manutenzione in cambio dell’alloggioa per 15 persone che usufruiscono del “condominio solidale”. Ecco la formula del Comune di Giulianova per il...

GIULIANOVA. Pulizia delle strade e lavori di piccola manutenzione in cambio dell’alloggioa per 15 persone che usufruiscono del “condominio solidale”. Ecco la formula del Comune di Giulianova per il 2015, un anno che, per quanto riguarda il sociale, promette ben 90mila euro del Fondo sociale di solidarietà da destinare alle famiglie giuliesi in difficoltà economiche. Delle 18 persone che usufruiscono degli alloggi del condominio solidale (9 posti letto al monastero del Santo Volto e altrettanti a Colle del mare, in località Marina di Mosciano), saranno circa 15, esclusi ovviamente gli anziani e chi ha problemi di salute, a ripagarsi l’alloggio lavorando per il Comune, che provvederà a creare una apposita polizza assicurativa a loro tutela. «L’idea», spiega il vicesindaco con delega alle politiche sociali Nausicaa Cameli, «è di affidare a ciascuno di loro una strada da tenere pulita e in ordine oppure di farli occupare della manutenzione del verde pubblico». Un dare e avere, insomma, che, al contempo, contribuirà a tenere la città ancora più pulita. Il condominio solidale è stato istituito nel dicembre 2013 a favore delle fasce più deboli della popolazione. Con la convezione stipulata col monastero del Santo Volto, in via Gramsci, sono state messi a disposizione 9 posti letto in tre stanze con servizi igienici annessi e destinati a piccoli nuclei familiari o persone sole. Il condominio solidale però, non è stato pensato come soluzione permanente al problema abitativo, ma, piuttosto, come una soluzione momentanea in situazioni particolari di disagio. I 9 posti letto, perciò, in questo anno di attività, hanno accolto numerosi giuliesi bisognosi, persone sole, madri o padri con uno o due minori a carico, anziani e disabili residenti a Giulianova, anche se alcuni sono rimasti anche per 5 o 6 mesi. «E’ una forma di collaborazione che si richiede ai beneficiari», continua Cameli, «in modo da farli sentire utili, ma con positivi riflessi anche nei confronti del patrimonio collettivo». Il lavoro, dunque, viene utilizzato anche come forma di riabilitazione sociale, in modo che il beneficiario, nonostante il periodo di crisi anche personale che si trova a vivere, è portato a reagire e compiere allo stesso tempo lavori utili alla propria città. Nel 2015, poi, i soldi del Fondo di solidarietà sociale, alimentati del dimezzamento di indennità di sindaco, assessori e presidente del consiglio, saliranno a 90 mila e verranno effettuati due bandi per la loro assegnazione. (m.t.)

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