Lavori sul corso, il Comune boccia la riconsegna a dicembre

14 Agosto 2017

L’assessore Fracassa: «È troppo in là, la ditta ci deve presentare un nuovo cronoprogramma» La replica ai commercianti: «Strumentalizzano i ritardi, la crisi del commercio dipende da altro»

TERAMO. Su corso San Giorgio, dopo mesi di rumori di varia natura (quello del cantiere, innanzitutto, ma anche quello delle polemiche), è calato il silenzio tipico del Ferragosto teramano. La città è semivuota, uffici e negozi chiusi per ferie. E la strada dello “struscio” non fa eccezione, se non fosse che il lavoro di ripavimentazione non è ancora concluso e le polemiche tra commercianti e amministrazione comunale perdurano, complice il megafono sempre acceso dei social.
L’impresa appaltatrice, com’era immaginabile, ha dato una settimana di ferie agli operai, che hanno smesso di lavorare venerdì e riprenderanno lunedì 21 agosto. Poiché a luglio l’assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa aveva annunciato che la ditta non si sarebbe fermata neanche a Ferragosto, i commercianti più polemici – in primis il libraio ed esponente di Confesercenti Antonio Topitti – hanno di nuovo azionato la grancassa della polemica.
Fracassa non vuole rispondere sulla questione ferie, ma fa volentieri il punto della situazione. «Il prossimo 23 agosto», ricorda, «è il giorno della scadenza contrattuale di riconsegna dei lavori, da quel momento per l’impresa scattano le penali. Devo dire che loro negli ultimi mesi hanno accelerato e il risultato in termini di metri quadrati coperti si è visto da quando hanno trovato operai più idonei al tipo di lavoro da fare. Tuttavia», sottolinea l’assessore, «il cronoprogramma presentato dalla ditta, e che prevede la riconsegna a inizio dicembre, noi non lo abbiamo accettato. Ce ne dovranno presentare un altro».
Fracassa non intende fare previsioni sulla possibile data di conclusione dell’opera («Mi si chiede di mettere il carro davanti ai buoi, ma io posso solo assicurare che dal 21 saremo nel cantiere a controllare e ci aspettiamo lo stesso impegno e la stessa velocità visti ultimamente»), tuttavia appare ottimista sul fatto che si possa terminare prima di dicembre («Ultimamente andavano davvero veloci, e terminata la pavimentazione mancheranno solo delle piccole rifiniture e l’installazione di luci a led a terra»).
Quanto alle polemiche dei commercianti, dice: «È vero che questo cantiere è durato già troppo, è vero che ci sono sei mesi di ritardo, e i motivi li sappiamo: la Sovrintendenza che ci ha bloccato, i problemi con i sottoservizi, la perizia di variante... Ma ci dev’essere intelligenza nei commercianti, basta con le strumentalizzazioni. Non si può dare la colpa della crisi ai lavori sul corso quando dalla città mancano migliaia di persone sfollate per il terremoto. Il punto centrale è riportare queste persone a Teramo e mi chiedo ogni giorno perché la ricostruzione non riparte, almeno per le case meno lesionate. L’ufficio speciale cosa sta facendo?».(d.v.)
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