Lavori utili, 80 impegnati nei progetti del Comune

Tutti percepiscono il reddito di cittadinanza e da due anni sono senza lavoro Sono impiegati negli uffici, in biblioteca, in tribunale e nel centro CaFé
TERAMO. Cinque progetti attivi, due tirocini avviati, 80 persone coinvolte: sono i numeri del Comune di Teramo relativi alla gestione dei percettori del reddito di cittadinanza a carico dell'ente. Numeri che si traducono in servizi per la collettività e nel contempo raccontano la vita di quanti si trovano fuori dal sistema lavoro, ma non hanno perso la voglia di rientrarci. «Siamo gli unici in Abruzzo ad avere i progetti tutti attivi e che coinvolgono tutte le risorse umane che oggi percepiscono il reddito di cittadinanza: questo grazie ad un lavoro costante e puntuale che i nostri uffici fanno su questo fronte con grande professionalità», commenta l'assessore al sociale del Comune Ilaria De Sanctis.
L'ente gestisce una fascia di percettori del reddito di cittadinanza che non lavora da almeno due anni o che non ha mai trovato una occupazione e lo fa con cinque Puc (progetti utili alla collettività) che attualmente «vedono queste persone dare un supporto significativo a servizi comunali e culturali importanti occupandosi di accoglienza degli utenti, svolgendo mansioni di portierato o di supporto per specifiche attività», aggiunge l'assessore. I Puc attivi oggi permettono ad 80 percettori di dare il loro contributo in tribunale, alla biblioteca Delfico, al Polo museale, agli uffici comunali e in ultimo, per ordine di tempo, al centro multiculturale CaFé.
Qui la scorsa settimana è stato attivato un progetto che impegna cinque beneficiari a tenere aperta la nuova struttura di San Nicolò a Tordino dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 13 e dalle 15 alle 18. Il CaFé, che tramite il patto di collaborazione vede la co-gestione fra associazioni e Comune, inizia così ad entrare in piena attività: l'apertura quotidiana permette ai cittadini di visitare la mostra documentale e fotografica allestita, di usufruire della biblioteca e dei servizi messi a disposizione dalle associazioni. A breve inoltre il Comune attiverà gli sportelli TeAm e un ufficio anagrafe.
I cinque percettori indirizzati su quest'ultimo progetto «hanno mostrato subito entusiasmo, grande disponibilità e voglia di fare: caratteristiche che sinceramente troviamo sempre in queste persone. Per il Comune e per la collettività sono oggi una risorsa», aggiunge De Sanctis, che ricorda come spesso i beneficiari siano soggetti che hanno nel sussidio una integrazione di stipendi minimi. La voglia di fare alla quale l'assessore fa riferimento la racconta anche Sara (nome di fantasia), 40 anni, dalla scorsa primavera impegnata in uno dei Puc del Comune. «Sono una mamma, da tre anni sono fuori dal mondo del lavoro dopo aver perso l'impiego che avevo: il reddito di cittadinanza mi dà un supporto economico ma soprattutto mi ha consentito di riprendere una routine giornaliera importante», racconta, «sapere di fare qualcosa di utile, tornare ad avere dei colleghi di lavoro coi quali socializzare, misurarsi con nuove esperienze: sono cose importantissime. Io e i miei colleghi prendiamo questo percorso come una opportunità e con grande serietà».
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