Lazzaroni, cinquanta assunzioni in arrivo

20 Aprile 2018

Il sottosegretario De Micheli visita lo storico biscottificio dove con un accordo di programma si investono 30 milioni

ISOLA DEL GRAN SASSO. La Lazzaroni è stata una piacevole eccezione per Paola De Micheli. Il commissario straordinario della ricostruzione opst sisma 2016 una volta tanto invece di macerie ha trovato alta tecnologia e invece di sgomberi ha parlato di investimenti. In una fetta del territorio ferita da due terremoti e dalla nevicata del gennaio 2017 la Lazzaroni, grazie a un accordo di programma con Regione, ministero per lo Sviluppo economico e Invitalia, investe. Quasi 30 milioni la cifra che dal 2017 al 2021 sarà spesa per rendere il biscottificio di Isola del Gran Sasso un perfetto esempio di industria 4.0. E ieri è stato il momento della celebrazione – come ha fatto notare il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli – di un grande progetto di sviluppo in fase avanzata.
«Gli investimenti», spiega Domenico Iannamico, amministratore unico del gruppo Lazzaroni, che oltre allo stabilimento di Isola ne ha un altro a Pretoro, in provincia di Chieti, «andranno a compimento nel 2021, ora siamo al 50%. C’è il nuovo capannone da 10mila metri quadri e la prossima settimana iniziamo a montare le nuove linee produttive. Prevediamo che entrino in funzione a fine 2018, al massimo inizi 2019. Intanto abbiamo rinnovato gli impianti nella parte già esistente». L'obiettivo che la Lazzaroni si pone alla fine del quadriennio è diventare un modello a livello nazionale di industria 4.0 nel settore dolciario. Da qui la decisione di puntare a una innovazione “spinta” di processo e di prodotto, con particolare attenzione al settore ricerca e sviluppo.
«Con questi investimenti», prevede il dinamico imprenditore, «saremo 10 anni avanti rispetto alla situazione dell'industria nel settore dolciario. Non è un caso se investiamo in robotica. Nel 2021 prevediamo di raddoppiare il fatturato attuale. Contemporaneamente l'investimento in automazione sarà utilizzato nella creazione di prodotti con l’utilizzo di una filiera di materie prima italiane, regionali e locali. Infatti l'investimento nella ricerca e sviluppo prevede l’utilizzo dei terreni circostanti gli stabilimenti nella coltivazione di materie prime per arrivare alla produzione di un prototipo di un nuovo biscotto che cercherà di rispondere alle nuove esigenze del consumatore dal punto di vista salutistico. Un biscotto senza glutine, senza grassi e zucchero ma allo stesso tempo legato alla tradizione in quanto composto con materie prime italiane e di tradizione antica». Iannamico non dà maggiori dettagli ma annuncia che il prototipo è già allo studio, grazie alla collaborazione con la facoltà di Scienze e tecnologie alimentati dell’università di Teramo e con quella di Biologia di Chieti.
Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, l’occupazione. «E’ previsto un incremento occupazionale, oltre alla stabilizzazione del personale somministrato, di 50 unità entro il 2021», conferma Iannamico. Aumenterà la produzione perchè aumenteranno anche le esportazioni con un 20% del fatturato proveniente dall’export. Che già rappresenta una bella fetta di mercato, con rapporti in Europa (soprattutto Francia e Germania), Medio Oriente e Nord America.
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