Le acque di Cerrano invase per protesta da 70 vongolare

7 Giugno 2014

La marineria di Giulianova chiede di pescare nel Parco fissa un incontro con il prefetto e fa appello a D’Alfonso

GIULIANOVA. La marineria del porto giuliese torna a protestare contro l'area protetta del Cerrano e rivendica a gran voce "Pane, lavoro e dignità". Sono state 70, ieri mattina, le vongolare che si sono introdotte nelle acque del parco marino, nello spazio antistante la torre, per far sentire il proprio malcontento attraverso il suono delle sirene delle imbarcazioni. I vongolari, da anni, contestano l'area interdetta alla pesca presente nel parco, rea di togliere lavoro alla marineria, da oltre 8 mesi in fermo volontario.

Proprio ieri i pescatori sono tornati in mare dopo un ulteriore periodo di stop lavorativo di 15 giorni: il primo fermo si era verificato dall'agosto al dicembre del 2013, in seguito le vongolare avevano continuato a restare ferme in porto fino a maggio, quando un nuovo stop si era reso obbligatorio: le vongole avevano misure ancora troppo ridotte per essere catturate. E così ieri mattina, in occasione del ritorno in mare, la quasi totalità delle imbarcazioni si è recata nelle acque del Cerrano per protestare contro la gestione delle risorse ittiche e le mancate promesse inerenti la riperimetrazione dell'area protetta e la creazione di un corridoio di pesca per le vongolare. «Siamo stanchi, non riusciamo più a lavorare», dichiara Walter Squeo di Federpesca, mentre Giovanni Di Mattia, presidente del Cogevo, lamenta le penalizzazioni di cui sarebbero vittime i vongolari. «Siamo stufi, non è possibile andare avanti così, è stata messa in ginocchio un'intera categoria», asserisce Di Mattia, «vogliamo essere ascoltati. Una settimana fa abbiamo anche partecipato ad un tavolo di lavoro a Roma, per affrontare la questione del parco marino, ma il ministero dell'Ambiente non vi ha preso parte e nulla è cambiato. Vogliamo pane, lavoro e dignità», aggiunge Di Mattia, che auspica anche l'intervento del neo governatore Luciano D'Alfonso.

Dopo aver protestato, i pescatori hanno chiesto un incontro al prefetto Valter Crudo, per affrontare la problematica: la riunione dovrebbe tenersi lunedì pomeriggio a Giulianova, alla presenza del direttore marittimo di Abruzzo e Molise Luciano Pozzolano e del comandante dell'Ufficio circondariale marittimo giuliese Sandro Pezzuto. «Nessuno sforzo è stato compiuto per soddisfare l'esigenza lavorativa della categoria che oramai è al collasso, dopo 8 mesi di fermo», si legge in una nota inviata da Ernestina Portelli, legale del Cogevo, al prefetto, «non si comprende come ciò possa accadere in un delicato momento come quello attuale di forte crisi economica, ove la salvaguardia del lavoro costituisce un interesse primario».

Sandro Petrongolo

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