Le aree per i rifiuti restano sotto sequestro
I sigilli vennero apposti l’anno scorso dalla Finanza. Nell’inchiesta indagati sindaco ed ex dirigente
ROSETO . Restano ancora sotto sequestro l’area sul lungomare Trieste e quella dell’autoporto utilizzate per lo stoccaggio dei rifiuti, nonostante la richiesta presentata tempo fa dal Comune di Roseto. Resta comunque questo l’obiettivo non solo del Comune di Roseto ma anche della Diodoro Ecologia sulle due aree che la guardia di finanza, nel luglio 2017, ha sottoposto a sequestro preventivo per lo svolgimento di indagini tese ad accertare la regolarità delle due strutture dal punto di vista delle leggi ambientali. A più di un anno di distanza, dunque, i sigilli ancora sono lì ma, mentre l’area sul lungomare Trieste, dove si conferivano le potature, è di proprietà comunale, quella all’autoporto, dove i cittadini avevano la possibilità di portare ogni giorno i propri rifiuti ingombranti, è della Diodoro Ecologia, la ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti a Roseto e frazioni. All’epoca del sequestro delle aree – come da noi scritto oltre un anno fa – erano stati iscritti nel registro degli indagati (atto dovuto in presenza di un provvedimento cautelare come il sequestro) il sindaco Sabatino Di Girolamo, in quanto responsabile del Comune, e l’ex dirigente del settore ambiente Marco Scorrano. Pochi giorni fa è stata pubblicata sull’albo pretorio del Comune di Roseto una delibera per la nomina dei difensori del sindaco e del dirigente, gli avvocati Pietro Referza e Luigi Peluso.
«Sono consapevole dell’inchiesta dello scorso anno e sono sereno», dice il sindaco, «ma quando ho ricevuto le contestazioni della guardia di finanza non conoscevo i due siti. Il mio ex dirigente Scorrano mi ha rassicurato che, soprattutto in riferimento all’area sul lungomare Trieste, è tutto in regola perché ha in mano una perizia, fatta da un esperto, che dimostrerebbe la regolarità del sito e confido nella serietà degli accertamenti della magistratura». Nella delibera di nomina dei legali pubblicata sull’albo pretorio sono stati omessi – come da prassi – i nomi del sindaco e del dirigente. «Non capisco perché si omettano i nomi», commenta il consigliere d’opposizione Enio Pavone, «sono normali atti ai quali anche io ero sottoposto in qualità di sindaco, e i cittadini hanno il diritto di sapere». Restano, comunque, i problemi per i cittadini che, per conferire i loro ingombranti, devono prenotare il ritiro direttamente alla Diodoro Ecologia, con i tempi che si allungano. Nei giorni scorsi, poi, sono state pubblicate sull’albo pretorio altre tre delibere che riguardano l’indagine sulle presunte cittadinanze fasulle concesse a persone di origine brasiliana, con l’inchiesta avviata dalla Procura di Teramo. (l.v.)
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