Le caramelle Saila diventano tedesche

8 Luglio 2017

Nuova cessione della fabbrica fondata 80 anni fa: la svedese Cloetta vende il marchio alla Katjes International

SILVI. In questi giorni sta festeggiando gli 80 anni dalla fondazione, ma nel prossimo futuro della Saila c’è la cessione dell’azienda a un multinazionale tedesca. Non che l’azienda fondata 80 anni fa a Silvi da Aurelio Menozzi e Angelo Barabaschi sia destinata a perdere la sua italianità. Italiana e abruzzese non lo è più da tempo. Negli anni 90 la famiglia Barabaschi uscì di scena e cedette lo stabilimento all’americana Warner Lambert che a sua volta la cedette nel 2001 alla Pfizer, la più grande società farmaceutica del mondo. Nel 2003, fu la volta della britannica Cadbury e nel 2007 entrò in scena l’olandese Leaf che mantenne la proprietà fino a 2014 quando la vendette alla svedese Cloetta, società quotata alla borsa di Stoccolma.
Ora gli svedesi hanno deciso di vendere, non solo la Saila, ma tutto il gruppo di aziende dolciarie italiane di cui sono proprietari. Alla Cloetta, infatti, fanno capo i marchi Saila, Sperlari, Dietor, Galatine e Dietorelle: tutte queste aziende verranno acquistate dalla Katjes International, società tedesca nota in tutto il mondo, nata con una ricetta di liquirizia portata dalla Sicilia. L’intesa con la Katjes ha un valore di 450 milioni di corone svedesi (circa 46,5 milioni di euro). La vendita comprende tutta l'organizzazione commerciale in Italia, i quattro stabilimenti produttivi e tutti i marchi. Negli stabilimenti di Cremona, Gordona, San Pietro in Casale e Silvi Marina sono impiegate circa 400 perone (una cinquantina nello stabilimento di Silvi); 750 milioni di corone svedesi (circa 77,6 milioni di euro) il fatturato 2016. L'acquisizione di Katjes International, dovrebbe concludersi entro settembre.
Una nuova cessione, dunque, e non si tratta di un fulmine a ciel sereno perché la svedese Cloetta aveva manifestato fin dal gennaio scorso l’intenzione di vendere tutte le sue attività in Italia. «Alla luce della negativa situazione economica italiana e delle performances di Cloetta Italia in questi ultimi anni», si leggeva in un comunicato del gruppo svedese diffuso a gennaio scorso, «Cloetta ha avviato una revisione strategica di Cloetta Italia. Come conseguenza di questa situazione, è stata stimata la necessità di una svalutazione attribuibile a Cloetta Italia per un valore di 771 milioni di corone svedesi (80.9 milioni di euro) ante imposte e 594 milioni di corone svedesi (62.3 milioni di euro) al netto delle imposte. La revisione strategica di Cloetta Italia è finalizzata a migliorare la crescita e i margini del Gruppo Cloetta e potrebbe anche includere la potenziale uscita dal business in Italia». Un’uscita che da potenziale è diventata attuale ed è facile supporre che fin dal mese di gennaio fossero in corso le trattative con il gruppo dolciario tedesco. Che ora si radica sul territorio italiano diventando il secondo gruppo del settore. Katjes International, che è una realtà a controllo familiare e non è quotata in borsa, ha attualmente società in Germania, Olanda, Francia e Belgio.
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