Le case in affitto non bastano più e nessuno compra edifici vecchi

Il mercato immobiliare del dopo sisma conferma la fuga dal centro storico, chi può va sulla costa Le agenzie: «I clienti vogliono appartamenti nuovi e ai piani bassi». Cade il mito del prefabbricato
TERAMO. Com'è cambiato il mercato immobiliare cittadino dopo il terremoto? Il Centro lo ha chiesto alle agenzie del territorio e questo è il quadro emerso. La domanda di affitti si è rivelata superiore all'offerta, concordano tutti gli addetti intervistati, e le richieste di compravendita, in leggera flessione, riguardano per lo più nuove costruzioni o strutture realizzate secondo le nuove tecniche della bioedilizia. «Il centro storico, prima del 2009 quotatissimo, ha perso il suo appeal», spiega Domenico Masci dell'agenzia Union. E anche l'interesse per i terreni edificabili sembra essersi risolto in un nulla di fatto. «Lo spopolamento in atto nel capoluogo è ridimensionato dall'arrivo di famiglie sfollate provenienti dalle frazioni limitrofe sgomberate, i teramani in possesso di una seconda abitazione invece fuggono dalla città e si rifugiano nelle case al mare dove il terremoto sembra fare meno paura», rileva Gianluca Rapagna di Percorso Casa. E Angelo Puglia di Mondo immobiliare commenta: «Il terremoto ha dato il colpo finale a un ambito già in sofferenza, ci vorrà molto tempo prima che il mercato si riprenda».
Gli addetti descrivono il fenomeno di richiesta di locazioni, in seguito ai numerosi sgomberi per le abitazioni dichiarate inagibili, come una fiammata. «C'è stata una corsa massiccia e improvvisa per l'accaparramento degli immobili di qualità», racconta Corrado Giancroce di Mediocasa. »Non c'è tuttavia una grande disponibilità di case in affitto, non c'è ricambio, oramai sono rimasti disponibili solo gli immobili vecchi e basta una piccola lesione non strutturale, che riguardi magari le tamponature e le tramezzature, a far desistere dall'accordo. Le persone hanno ancora paura», aggiunge Puglia.
E contro le lamentele degli sfollati che hanno denunciato un aumento vertiginoso degli affitti dopo gli eventi sismici, gli addetti fanno quadrato: «Non si tratta di nostri clienti». Sul versante degli acquisti le transazioni diventano più lunghe, dichiara Masci, perché i clienti chiedono maggiori garanzie: «Le famiglie vogliono tutte le informazioni, la sicurezza sismica ovviamente è al primo posto nelle richieste». Puglia fa notare che «i clienti scelgono per lo più case singole o appartamenti ai primi piani», mentre Giancroce sottolinea: «Chi decide di fare questo passo si rivolge preferibilmente ai costruttori». Masci fa sapere che «gli interessati propendono per nuove costruzioni o case realizzate secondo le tecniche della bioedilizia, che prevede l'utilizzo di materiali come legno e acciaio». «Il mercato di immobili datati è quello più colpito», gli fa eco Puglia. In particolar modo quello del centro storico, assolutamente fermo. Cade anche il mito della casetta di legno su un lotto edificabile. «Si è capito che le spese da affrontare sono maggiori di quelle preventivate», conclude Giancroce, «non si tratta semplicemente di comprare un pezzo di terra e di posarci sopra una casetta di legno: ci sono i costi del progetto e degli allacci, per cui l’idea diventa meno allettante».
Emanuela Michini
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