Le code in A14 caso nazionale Nessun dissequestro in Abruzzo

La magistratura di Avellino non ha deciso sull’istanza di Autostrade per riaprire il casello di Roseto Salvini: «I giudici rovinano la vita ai cittadini». D’Alberto (Anci Abruzzo): «Si muovano i prefetti»
TERAMO. Oggi si chiuderà l’esodo prenatalizio più difficile nella storia dell’autostrada A14. Ieri è andata un po’ meglio rispetto al terribile fine settimana, ma sono comunque continuate implacabili le code in direzione sud causate dal sequestro delle barriere bordoponte su buona parte dei viadotti dei tratti marchigiano e abruzzese, deciso dalla magistratura di Avellino nell’ambito dell’inchiesta sulla strage del pullman precipitato sull’A16 nel 2013. Autostrade per l'Italia nel pomeriggio di ieri segnalava in Abruzzo sette chilometri di coda tra Roseto e Pescara Nord e due chilometri tra Pescara Ovest e Pescara Sud, mentre nelle Marche si registravano otto chilometri tra Fermo e Grottammare, tre tra Porto Sant'Elpidio e Fermo e due tra Grottammare e San Benedetto del Tronto.
NIENTE DISSEQUESTRI. Come già domenica, anche ieri è stato il tratto teramano tra Roseto e Pescara Nord a subire le conseguenze peggiori dei restringimenti di carreggiata. A Roseto, peraltro, la situazione è aggravata dalla chiusura del casello in uscita da nord e in entrata verso nord, in quanto il viadotto sul quale è stato disposto il sequestro delle barriere è troppo vicino alle corsie di accelerazione e decelerazione. A Roseto ieri si attendeva con trepidazione la decisione della magistratura di Avellino sull’istanza di dissequestro parziale presentata da Autostrade per l’Italia, che – se accolta – porterebbe almeno alla riapertura del casello. Ma questa decisione non è arrivata. E non sono arrivate novità neanche su eventuali altri dissequestri sui viadotti abruzzesi: Autostrade, dopo aver ottenuto lo sblocco di alcuni viadotti del tratto marchigiano in cambio dell’avvio immediato dei lavori di sostituzione delle barriere che sarebbero insicure, si è concentrata sulla cantierizzazione di questi interventi. Visto l’incombere delle feste natalizie, è probabile che novità positive per il tratto abruzzese non arrivino tanto presto.
PINETO E SILVI. Nel frattempo ieri è stato un altro giorno difficile anche per la viabilità ordinaria di Pineto, Silvi e Marina di Città Sant’Angelo, le tre località attraversate dal tratto di statale 16 che i Tir sono costretti a percorrere sia verso nord che verso sud a causa del sequestro del viadotto Cerrano. Da oggi pomeriggio il traffico pesante dovrebbe diminuire in tutto il Paese, ma il problema resta e tornerà in tutta la sua gravità dopo le feste. Il sindaco di Silvi Andrea Scordella attende l’esito delle analisi sull’inquinamento dell’aria affidate all’Arta, poi per ragioni igienico-sanitarie potrebbe emanare un’ordinanza di divieto di transito dei mezzi pesanti che spezzerebbe l’Italia in due.
SALVINI. E ieri il leader del partito di Scordella, ovvero Matteo Salvini, da Pescara è intervenuto – usando la sciabola – sul caso A14. «Occorre riformare la giustizia perché non è possibile che un magistrato si alzi la mattina e sequestri pezzi di strade, autostrade e cantieri rovinando la vita a migliaia di cittadini. I giudici facciano i giudici». Così il leader della Lega, che ha aggiunto: «In tanti chiedono l'intervento del Governo. Lo chiedono a Taranto, lo chiedono i lavoratori dei porti, dell'Auchan, della Whirlpool, del Mercatone Uno, ma del Governo non c'è traccia».
L’ANCI ABRUZZO. Sulla questione A14 ieri ha battuto un colpo l’Anci Abruzzo con una nota del suo presidente, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che ha parlato di «situazione inaccettabile» ed ha aggiunto: «Senza un intervento risolutivo rischia di protrarsi per un tempo indeterminato, provocando un danno gravissimo ai nostri collegamenti con il resto del Paese con pesanti ripercussioni sulla nostra economia, nonché sulla nostra vita civile e sociale». Per D’Alberto la questione «deve essere affrontata come emergenza nazionale. Facciamo un appello ai prefetti affinché promuovano una iniziativa coordinata con il Mit, le Regioni e l'autorità giudiziaria tesa a trovare una via d'uscita, cercando soluzioni tecniche alternative a quelle dei sequestri già posti in essere. Contatterò le altre Anci regionali interessate», conclude D’Alberto, «chiedendo di arrivare ad analoghe iniziative».
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