Le critiche di D’Ignazio e Di Dalmazio Mariani (Pd) si difende: no penalizzazioni

18 Giugno 2016

Prime forti critiche al decreto. «Una serie di misure che a nostro avviso non faranno altro che determinare un netto peggioramento dello status quo sia sotto i profili dell'efficienza e dell'efficacia...

Prime forti critiche al decreto. «Una serie di misure che a nostro avviso non faranno altro che determinare un netto peggioramento dello status quo sia sotto i profili dell'efficienza e dell'efficacia dell'erogazione dei servizi sanitariche sotto quello della riorganizzazione della rete ospedaliera», dicono iconsiglieri regionali di opposizione Giorgio D'Ignazio (Ncd) e Mauro Di Dalmazio (Abruzzo Futuro). «Il quadro presentato», proseguono, «è tutt'altro che equo con forti penalizzazioni per alcuni territori come la provincia di Teramo dove è previsto solo un presidio di primo livello e Sant'Omero, Giulianova ed Atri sono stati declassati a ospedali di base mentre l'unico presidio di secondo livello in Abruzzo avrà sede a Chieti-Pescara. Ci si è sottratti a un necessario confronto vista l'assoluta rilevanza della materia in questione- la sanità - il cui strumento programmatico, nella fase della sua elaborazione, presupponeva valutazioni e approfondimenti più attenti e puntuali e un approccio di gran lunga più responsabile, lungimirante e di buon senso».

Parla di «smantellamento della sanità teramana», Jwan Costantini, vice coordinatore provinciale di Forza Italia. «Da presidi di primo livello, con le varie specialità, avremo tre ospedali di “base” che equivalgono una drastica riduzione degli attuali servizi e livelli di assistenza, a tutto svantaggio degli utenti, con posti letto nei pronto soccorso. Ancora una volta si gioca in maniera cinica e spudorata sulla pelle dei cittadini e dei territori, sempre più relegati ai margini dell’impero del governatore regionale. Risalta l’atteggiamento di totale sudditanza del Pd provinciale e dei suoi esponenti, che assistono senza batter ciglio al declassamento di tre territori strategici», cioè la Vibrata, la costa teramana e la val Fino e Atri. Il capogruppo del Pd in Regione, Sandro Mariani, replica che «nessuna depredazione è prevista per il presidio di Teramo, né tantomeno per gli ospedali periferici, che grazie alla rappresentanza del Pd in Regione, mantengono tutti e tre la configurazione di ospedali di base, con la permanenza del pronto soccorso attivo H24 a supporto di una rete emergenziale, anch’essa rivista e arricchita di ulteriori tre postazioni 118». Mariani annuncia anche che è previsto un Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello in comune fra Teramo e L’Aquila.