Le dimissioni di Marconi scatenano il caos in consiglio

2 Ottobre 2015

TORTORETO. Scintille in consiglio comunale, mercoledì sera, ma il piano regolatore di Tortoreto resta in cassaforte e la maggioranza senza capogruppo. Toni alti e al limite della lite, tanto che...

TORTORETO. Scintille in consiglio comunale, mercoledì sera, ma il piano regolatore di Tortoreto resta in cassaforte e la maggioranza senza capogruppo. Toni alti e al limite della lite, tanto che qualcuno tra i consiglieri ha anche paventato la possibilità di procedere per vie legali. Novità sui due temi tanto attesi, però, non ne sono uscite nonostante le interrogazioni incalzanti delle opposizioni. Né il piano regolatore, tantomeno la nomina del nuovo capogruppo di maggioranza, del resto, figuravano all’ordine del giorno, anche se dominano il dibattito politico attuale di Tortoreto. Il breve chiarimento sulle proprie dimissioni da capogruppo di Daniele Marconi, però, è bastato ad accendere gli animi sin da subito. «Non motivi politici, ma problemi di salute dietro il passo indietro», la spiegazione di Marconi, che è stata messa in dubbio dal consigliere del Movimento 5 Stelle Luca Palanca, il quale ha ricordato che l’ormai ex capogruppo ha tenuto per sé altri ruoli nelle commissioni consiliari e che nella lettera di dimissioni le aveva motivate con questioni di lavoro. Da lì il caos in consiglio comunale, sfociato quasi in insulti.

E pensare che la riunione era cominciata con ben altri toni con il ricordo commosso dell’ex ragioniere del Comune Quintino De Santis, portato via nei giorni scorsi da una grave malattia. Per tutto il resto della riunione la maggioranza ha comunque cercato di mostrarsi unita e spegnere le voci di spaccature interne, approvando diversi atti e regolamenti, come quello della polizia municipale che era atteso dopo mesi di rapporti difficili tra amministrazione e vigili urbani. Ma la nomina del capogruppo e la questione del nuovo Prg pronto e da approvare sono state rimandate, nonostante le incessanti richieste dell’opposizione di poterlo vedere e le accuse di scarsa trasparenza.

Luca Tomassoni

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