Le due indagate per assenteismo ora vogliono essere interrogate

17 Ottobre 2021

Medico e assistente sociale hanno fatto richiesta di essere sentite dal pm e di vedere i filmati L’accusa: hanno lasciato il lavoro per fare compere. Intanto parte il ricorso contro il licenziamento 

TERAMO. Un nuovo passaggio scandisce l’inchiesta aperta sulle due dipendenti della Asl accusate di assenteismo: entrambe hanno chiesto di essere ascoltate dal pm e di vedere le immagini registrate dal sistema di videocamere installate dai carabinieri nel corso delle indagini.
Il caso è quello che riguarda il medico Lorella Prosciutti, 61 anni, e l’assistente sociale Liliana Di Nicola, 63 anni, all’epoca dei fatti contestate in servizio nella Rsa psicogeriatrica di Casalena, accusate di truffa e false attestazioni. Secondo l’autorità giudiziaria (il pm titolare del fascicolo è Davide Rosati) le due in più occasioni si sarebbero assentate dal posto di lavoro per fare acquisti e spese varie timbrando il cartellino l’una al posto dell’altra facendo così risultare sempre la presenza sul posto di lavoro anche quando in realtà non sarebbe stato così. Accuse che le indagate, entrambe assistite dall’avvocato Gennaro Cozzolino, hanno sempre respinto con forza sostenendo di aver rispettato le regole e di essersi assentate, laddove questo è contestato, solo per venire incontro alle esigenze dei pazienti in un particolare momento come quello della pandemia. Secondo l’autorità giudiziaria, dunque, le due si sarebbero assentate dal posto di lavoro per fare acquisti; secondo la difesa, invece, entrambe sarebbero uscite solamente per fare acquisti necessari agli anziani ospiti della struttura proprio in considerazione delle restrizioni legate al Covid e in molti casi, sempre secondo la difesa, lo avrebbero fatto anche su delega dei familiari degli stessi pazienti che proprio nell’ambito delle restrizioni per la pandemia non potevano visitarli. Nei mesi scorsi, intanto, le due sono state licenziate dall’azienda sanitaria e su questo la difesa ha annunciato ricorso. Le indagini, portate avanti dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma su delega dell’autorità giudiziaria, hanno riguardato un periodo compreso tra gennaio e febbraio di quest’anno. Un arco di tempo in cui i militari hanno operato con l’installazione di un sistema di videocamere nei locali dell’azienda sanitaria in cui le due lavorano e di impianti Gps nelle vetture di entrambe.
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