Le famiglie dei 50 convittori: «Non spostate i nostri figli in zone periferiche e isolate»

Con una lettera alle istituzioni i genitori contestano le soluzioni finora proposte «Ne vanno individuate altre più adatte. E vogliamo partecipare alle scelte»
TERAMO. «Riteniamo che la collocazione in zone decentrate e, in alcuni casi, estremamente isolate, metta a repentaglio, soprattutto in orari serali, la sicurezza di ragazzi e ragazze molto giovani e alla prima esperienza lontana da casa; per non parlare dei tempi e dei costi di spostamento verso le strutture scolastiche e sportive che, di fatto, vanificano la scelta, non poco onerosa per le famiglie, di stare in convitto». È un brano della lettera che i genitori dei ragazzi convittori che frequentano le scuole superiori del convitto nazionale “Melchiorre Delfico” hanno scritto al presidente della Provincia e al sindaco di Teramo, al dirigente scolastico, all'assessore all'Istruzione della Regione Abruzzo e al presidente della Regione.
I genitori nella nota esprimono «la più viva preoccupazione per il futuro del convitto e dei nostri figli», ragazzi al momento sistemati, in via provvisoria, all'Hotel Gran Sasso di Teramo a spese del Comune. «Ad oggi», rilevano, «non è stata individuata una soluzione post emergenziale che possa minimizzare i disagi già subiti e prevedibili». Ed esprimono l'assoluto parere contrario alle soluzioni adottate e proposte. «Sono previste sistemazioni in zone periferiche e decentrate, in strutture non consone a una vita convittuale di studenti minorenni. Ribadiamo il nostro più fermo diniego alle soluzioni ventilate delle case Ater e dei moduli abitativi provvisori nell'area camper, nella zona della palestra San Gabriele, nel parcheggio San Gabriele e altre lontane dal centro abitato e dalle scuole di frequenza. Purtroppo, ad oggi, diverse famiglie hanno scelto di cambiare scuola ai figli e si prospettano per il prossimo anno diminuzioni considerevoli in termini di iscrizioni (al convitto, alle scuole dello stesso e al liceo classico), una perdita inestimabile per la città di Teramo; indirizzi di eccellenza presenti esclusivamente in questa città rischiano di scomparire e con essi anche un servizio fondamentale e di riferimento per molte famiglie come il convitto». Chiedono dunque «di individuare in tempi brevi soluzioni percorribili e accettabili, possibili solo attivando in modo sinergico tutte le istituzioni coinvolte, e che rappresentino una modalità di alloggio decorosa, sicura, funzionale e adatta alle esigenze dei ragazzi». I genitori chiedono infine «di partecipare a qualsiasi tavolo di lavoro volto a individuare sedi idonee».(red.te)

