Le Fonti Canala e della Pila sepolte da fango e detriti

Il Comune chiede lo stato di emergenza per i danni al patrimonio archeologico dopo il sopralluogo del Genio civile. Il sindaco: «Siamo in grande difficoltà»
ATRI. Il Comune di Atri chiede lo stato di calamità e di emergenza. Dopo la recente ondata di maltempo che ha interessato le città della costa, si fa la conta dei danni anche nell’entroterra. Dopo la ricognizione di ieri del dirigente del Genio Civile Giancarlo Misantoni emerge che ad essere stato maggiormente danneggiato è stato il patrimonio artistico ed archeologico della città ducale. Sono praticamente state sommerse da due frane diverse le fontane Canala e della Pila risalenti ad epoca preromana, ovvero le fontane che vanno parte di un conosciuto percorso archeologico
Il sindaco Gabriele Astolfi dice: «i danni sono ingenti, stiamo ancora valutando la situazione, di sicuro parliamo di centinaia di migliaia di euro. Lunedì prossimo presenteremo il conto alla Regione Abruzzo. Il dirigente del Genio Civile ha verificato tutti i danni sul territorio. Le zone maggiormente colpite sono in zona Stracca sotto le arcate autostradali. Abbiamo anche perlustrato il fosso della Stufa dove è caduto un muro a ridosso delle case popolari. Ad Atri non sono crollate le strade ma le colline intere ed il fango è finito su varie strade. Molti alberi di grosse dimensioni sono ancora pericolosi per la circolazione. La frazione meno colpita è stata Fontanelle». L’assessore alla cultura Domenico Felicione nel fare il conto dei danni ai beni artistici della città afferma: «purtroppo abbiamo constatato che la via delle fontane è stata fortemente compromessa. E’ stata la forza dell’acqua a devastarle. E’ necessario preservare tutti i mon umenti. La cattedrale per esempio, non ha subito gravi danni ma se dovesse tornare la neve e se non si interviene subito a sanare le zone a rischio provocate dal terremoto scorso, sicuramente non verrà riaperta a breve». Sulla sua riapertura il parroco don Giuseppe Bonomo dice: «la chiesa rimarrà chiusa ancora per molto. A breve ci sarà una conferenza di servizi per appaltare i lavori, ma se questo non avverrà entro dicembre vorrà dire che tutto slitterà dopo la prossima estate».
A Silvi, intanto, si continua a spalare fango sulla statale, in prossimità del bivio per Silvi Alta. Restano critiche le condizioni della spiaggia di Pineto ricoperta di detriti alla foce del Calvano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

