Le Guide del Borsacchio contro il nuovo hotel

8 Febbraio 2023

Borgatti: «La lottizzazione si poteva fermare evitando il taglio della riserva nel 2012»

ROSETO. «È stata persa un’opportunità con il taglio della riserva Borsacchio nel 2012, che esclude di fatto l’area in viale Makarska dove a breve sorgerà un nuovo grande albergo vicino al torrente».
È il pensiero dell’associazione “Guide del Borsacchio” in merito al recente sblocco dopo 24 anni dell’ultimo lotto di viale Makarska, denominato “Mare Blu”, dove è prevista la realizzazione di un grande albergo e di alcune palazzine. «Al di là dei singoli progetti concessi, su cui non dibattiamo, è l'insieme della lottizzazione che da sempre è stato contestato», precisa Marco Borgatti, presidente delle Guide, «ha trasformato una ex area verde con campi ed ex vigneti sul mare in un agglomerato disordinato di case, alberghi e residenze, spesso vicine e di forme, altezze e fatture diverse, con occlusione totale della vista al mare totale. In più di un convegno sull'urbanistica è stata proprio portata ad esempio di come non urbanizzare un territorio di pregio». Borgatti cerca di fare una ricostruzione dell’iter che, da fine anni ’90 ad oggi, ha portato alla realizzazione di numerosi alberghi e residence su viale Makarska. E conclude: «La lottizzazione parte a fine anni ’90. Tutto nasce nel 1998, aprendo a una lottizzazione disarticolata per concedere massima libertà ai costruttori per fare velocemente e, a nostro avviso, male. L'appetito su terreni così vicini al mare era troppo forte con buona pace dell'ambiente. Dal 1998 al 2004 ci furono forti battaglie in consiglio comunale fra la popolazione avversa e le forze ambientaliste. Celebri sono quelle di Franco Sbrolla con i cittadini e quelli che oggi sono volontari delle Guide, del Wwf, Legambiente e Italia Nostra. Nonostante tutto dal 2004 iniziò la cementificazione e per circa 10 anni è continuata, con varie fasi, fino ai giorni d'oggi. Pochi però ricordano che il tratto che oggi è sede di intervento era dal 2005 al 2012 riserva del Borsacchio e questo è stato il primo fattore che ha salvato l'area per quasi un decennio, oltre a dinamiche societarie in seconda battuta».(l.v.)